• Sergio Governale | Milano Finanza

La diagnostica tech per gli edifici storici Fondazione Symbola e Fassa Bartolo : « 100 Italian Green Architectural Conservation Stories » C ' è un ' Italia che lavora sul patrimonio esistente senza separare tutela e innovazione . È quella che emerge dal rapporto « 100 Italian Green Architectural Conservation Stories . Innovazione , sostenibilità , bellezza » , presentato a Venezia il 17 marzo scorso da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo , in partnership con Assorestauro e Camera di commercio di Brescia . Cento esperienze raccontano una filiera che , nella transizione verde , si propone come leva di sviluppo , puntando su interventi conservativi capaci di migliorare le prestazioni energetiche e ambientali degli edifici . Il quadro che ne risulta è quello di un settore ad alta specializzazione , dove la qualità del restauro non si limita alla conservazione ma include la capacità di rendere il costruito più efficiente senza comprometterne identità e valore . Imprese , centri di ricerca e realtà del terzo settore descrivono un approccio che riduce impatti e sprechi , intervenendo su edifici esistenti e limitando il consumo di suolo . In questo contesto , il patrimonio storico diventa un terreno di sperimentazione per tecnologie e competenze che trovano applicazione anche nell'edilizia contemporanea . Il rapporto si inserisce nella collana dedicata alle eccellenze della filiera delle costruzioni e mira a dare visibilità a un comparto che unisce innovazione e responsabilità . Un ambito in cui operano istituzioni come l ' Istituto Centrale per il Restauro e l ' Opificio delle Pietre Dure , dove ricerca e pratica contribuiscono allo sviluppo di soluzioni trasferibili dai beni artistici agli edifici . Molte di queste soluzioni nascono dalla rilettura di tecniche tradizionali , tipiche dell'architettura mediterranea , integrate con nuove tecnologie . Tra le innovazioni emergono l'uso di bio e nanotecnologie per la biopulitura e la conservazione delle superfici , con l ' impiego di microrganismi e derivati naturali che consentono di ridurre l ' uso di sostanze chimiche . Le nanotecnologie trovano applicazione anche nello sviluppo di materiali più sostenibili , come malte e leganti alternativi al cemento , e in prodotti capaci di proteggere le superfici architettoniche dagli agenti atmosferici e dall'inquinamento , contribuendo anche all'assorbimento di sostanze nocive . Un ambito rilevante riguarda il contrasto all'umidità di risalita , problema diffuso nelle costruzioni in muratura . Alcune imprese hanno sviluppato dispositivi in grado di frenare l ' acqua attraverso barriere chimiche e sistemi elettrofisici ed elettrocinetici , oppure tecnologie non invasive che regolano i campi elettromagnetici delle murature , favorendo il ritorno dell'acqua al suolo . Parallelamente , la filiera avanza nello sviluppo di impianti ibridi e nell'integrazione di energie rinnovabili , a partire dai sistemi a pompa di calore . Anche l'illuminazione contribuisce alla riqualificazione energetica del patrimonio storico , grazie all'uso di led a basso consumo e sistemi di gestione intelligente della luce . Un ruolo centrale è svolto inoltre dalle tecnologie diagnostiche , che attraverso sensori applicati ai materiali permettono di monitorare in tempo reale lo stato di conservazione degli edifici e di pianificare interventi mirati e poco invasivi . « La forza della nostra economia e del made in Italy deve molto alla cultura e alla bellezza . Innovare nel restauro green significa misurarsi con una doppia sfida , culturale e ambientale . Vuol dire custodire l ' identità dei luoghi e , insieme , renderli più efficienti e resilienti » , osserva Ermete Realacci , presidente della Fondazione Symbola.

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Qualità bio per il restauro - Sergio Governale | Milano Finanza

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