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Restauro green, 100 storie italiane di innovazione sostenibile Restauro green, 100 storie italiane di innovazione sostenibile Il report Symbola-Fassa Bortolo: "Motore della transizione ecologica" Milano, 17 mar. (askanews) - Cento storie per raccontare come il restauro italiano stia diventando uno dei motori della transizione ecologica. È questo il cuore del report "100 Italian Green Architectural Conservation Stories. Innovazione, sostenibilità, bellezza", promosso da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo in collaborazione con Assorestauro e Camera di Commercio di Brescia e con il patrocinio del Ministero della Cultura. Il volume, presentato da Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, e Alessandro Trivillin, presidente e CEO del Gruppo Fassa Bortolo, raccoglie cento esperienze italiane che mostrano come la conservazione del patrimonio costruito possa coniugare tutela, innovazione tecnologica ed efficienza ambientale. Le storie raccolte nel rapporto restituiscono l'immagine di una filiera altamente specializzata che rappresenta una delle eccellenze del made in Italy. Nel campo del restauro, infatti, la qualità non si limita alla conservazione delle strutture esistenti ma include la capacità di renderle più efficienti dal punto di vista energetico e climatico, senza comprometterne l'identità storica e architettonica. Un approccio che punta a valorizzare il patrimonio esistente riducendo il consumo di suolo e l'impatto ambientale delle costruzioni. Imprese, centri di ricerca e realtà del terzo settore raccontano un'Italia capace di prendersi cura dell'esistente attraverso interventi conservativi che migliorano le prestazioni energetiche, materiche e climatiche degli edifici. Molte delle soluzioni adottate nascono anche dalla rilettura dell'intelligenza costruttiva dell'architettura mediterranea, dimostrando come tradizione e innovazione possano dialogare efficacemente. Tra le innovazioni più significative emergono le biotecnologie applicate alla biopulitura delle superfici artistiche. L'utilizzo di microrganismi - come batteri, funghi, alghe ed enzimi - consente di rimuovere in modo selettivo depositi organici e inorganici da affreschi e pitture murali, riducendo l'uso di sostanze chimiche e migliorando la sicurezza per operatori e ambiente. Un altro ambito di grande sviluppo è quello delle nanotecnologie applicate al patrimonio storico. Nuovi materiali e prodotti permettono di proteggere le superfici architettoniche dal deterioramento causato da acqua, sbalzi termici e inquinamento atmosferico. Tra le soluzioni più innovative vi sono le malte realizzate con geopolimeri, leganti alternativi al cemento tradizionale caratterizzati da un impatto ambientale inferiore. La ricerca riguarda anche uno dei problemi più diffusi negli edifici storici in muratura: l'umidità di risalita. Alcune imprese italiane stanno sviluppando sistemi più sostenibili rispetto alle tradizionali iniezioni di resine, basati su tecnologie elettrofisiche ed elettrocinetiche o su dispositivi elettronici in grado di regolare i campi magnetici delle murature e favorire il ritorno dell'acqua al suolo. Parallelamente cresce l'attenzione all'efficienza energetica degli edifici storici attraverso soluzioni impiantistiche innovative. Tra queste figurano sistemi ibridi, pompe di calore che sfruttano fonti naturali come aria, acqua di falda e terreno, e nuovi sistemi di illuminazione a LED con gestione intelligente della luce, capaci di ridurre significativamente i consumi energetici.

- 2- Restauro green, 100 storie italiane di innovazione sostenibile Restauro green, 100 storie italiane di innovazione sostenibile Il report Symbola-Fassa Bortolo: "Motore della transizione ecologica" Milano, 17 mar. (askanews) - Cento storie per raccontare come il restauro italiano stia diventando uno dei motori della transizione ecologica. È questo il cuore del report "100 Italian Green Architectural Conservation Stories. Innovazione, sostenibilità, bellezza", promosso da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo in collaborazione con Assorestauro e Camera di Commercio di Brescia e con il patrocinio del Ministero della Cultura. Il volume, presentato da Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, e Alessandro Trivillin, presidente e CEO del Gruppo Fassa Bortolo, raccoglie cento esperienze italiane che mostrano come la conservazione del patrimonio costruito possa coniugare tutela, innovazione tecnologica ed efficienza ambientale. Le storie raccolte nel rapporto restituiscono l'immagine di una filiera altamente specializzata che rappresenta una delle eccellenze del made in Italy. Nel campo del restauro, infatti, la qualità non si limita alla conservazione delle strutture esistenti ma include la capacità di renderle più efficienti dal punto di vista energetico e climatico, senza comprometterne l'identità storica e architettonica. Un approccio che punta a valorizzare il patrimonio esistente riducendo il consumo di suolo e l'impatto ambientale delle costruzioni. Imprese, centri di ricerca e realtà del terzo settore raccontano un'Italia capace di prendersi cura dell'esistente attraverso interventi conservativi che migliorano le prestazioni energetiche, materiche e climatiche degli edifici. Molte delle soluzioni adottate nascono anche dalla rilettura dell'intelligenza costruttiva dell'architettura mediterranea, dimostrando come tradizione e innovazione possano dialogare efficacemente. Tra le innovazioni più significative emergono le biotecnologie applicate alla biopulitura delle superfici artistiche. L'utilizzo di microrganismi - come batteri, funghi, alghe ed enzimi - consente di rimuovere in modo selettivo depositi organici e inorganici da affreschi e pitture murali, riducendo l'uso di sostanze chimiche e migliorando la sicurezza per operatori e ambiente. Un altro ambito di grande sviluppo è quello delle nanotecnologie applicate al patrimonio storico. Nuovi materiali e prodotti permettono di proteggere le superfici architettoniche dal deterioramento causato da acqua, sbalzi termici e inquinamento atmosferico. Tra le soluzioni più innovative vi sono le malte realizzate con geopolimeri, leganti alternativi al cemento tradizionale caratterizzati da un impatto ambientale inferiore. La ricerca riguarda anche uno dei problemi più diffusi negli edifici storici in muratura: l'umidità di risalita. Alcune imprese italiane stanno sviluppando sistemi più sostenibili rispetto alle tradizionali iniezioni di resine, basati su tecnologie elettrofisiche ed elettrocinetiche o su dispositivi elettronici in grado di regolare i campi magnetici delle murature e favorire il ritorno dell'acqua al suolo. Parallelamente cresce l'attenzione all'efficienza energetica degli edifici storici attraverso soluzioni impiantistiche innovative. Tra queste figurano sistemi ibridi, pompe di calore che sfruttano fonti naturali come aria, acqua di falda e terreno, e nuovi sistemi di illuminazione a LED con gestione intelligente della luce, capaci di ridurre significativamente i consumi energetici.

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