Yachtline 1618 è un’azienda pisana leader a livello mondiale nella progettazione e realizzazione di arredi per mega e giga yacht e per residenze di lusso. Negli ultimi anni l’azienda ha conosciuto una crescita significativa, trainata dall’espansione del mercato della nautica di alta gamma e delle abitazioni di prestigio. Una crescita che ha richiesto investimenti importanti, anche di natura immobiliare, per ampliare la capacità produttiva, rafforzare la presenza internazionale – dagli Stati Uniti agli Emirati Arabi – e il posizionamento nel segmento di alta gamma in cui l’azienda opera.
Tuttavia, per proseguire in questo percorso di sviluppo e consolidamento sui mercati internazionali come eccellenza del Made Italy, era necessario continuare a investire: così nell’ottobre Yachtline 1618 ha concluso un’operazione di finanza straordinaria con Intesa Sanpaolo, culminata in un finanziamento da 35 milioni di euro, destinato a sostenere l’espansione internazionale, la digitalizzazione dei processi e interventi di miglioramento sul fronte della sostenibilità. Si è trattato di un ottimo esempio di coesione tra impresa e sistema finanziario che ha portato vantaggi sia all’impresa sia alla banca.
Il successo di un istituto di credito, infatti, è legato alla solidità e alla capacità di sviluppo delle imprese clienti: accompagnarne la crescita significa ridurre il rischio di perdite e costruire una relazione più stabile e duratura. Inoltre, affiancare un’impresa in crescita, con una forte proiezione internazionale e una solida base industriale, consente di entrare in contatto con altre aziende della filiera, creando nuove opportunità commerciali.
Dal punto di vista di Yachtline 1618, la relazione con Intesa Sanpaolo è stata altrettanto decisiva. Il piano di crescita poneva, infatti, dei pericoli: sostenere un percorso di sviluppo strutturato senza compromettere l’equilibrio finanziario. In un settore caratterizzato da commesse complesse e cicli lunghi, affrontare da soli questo passaggio avrebbe significato esporsi a rischi elevati, limitando la possibilità di accelerare gli investimenti.
Intesa Sanpaolo si è rivelato perciò un partner strategico che è andato oltre al ruolo di finanziatore.
Lo dimostra la natura “sartoriale” dell’operazione: invece di offrire un pacchetto standard, il dialogo costante e la comprensione del modello di business di Yachtline 1618 da parte della banca hanno permesso di costruire una soluzione su misura, calibrata sui tempi industriali e sulle esigenze specifiche dell’impresa. Questo modello di advisory è nato dalla collaborazione tra le Divisioni Banca dei Territori e IMI Corporate & Investment Banking (IMI CIB) di Intesa Sanpaolo, per offrire alle Pmi italiane strumenti finanziari un tempo riservati solo ai grandi gruppi industriali e concludere operazioni strutturate come IPO e M&A.
La coesione tra Yachtline 1618 e Intesa Sanpaolo ha quindi permesso all’azienda di beneficiare di risorse e conoscenze finanziarie fondamentali per competere con maggiore forza in un settore altamente specializzato, aumentando la capacità di gestire progetti complessi, migliorare i tempi di consegna e mantenere standard qualitativi d’eccellenza.
Il finanziamento ha inoltre accelerato il piano industriale dell’azienda, sostenendone la proiezione internazionale e il rafforzamento nei mercati strategici, dal Nord Europa agli Stati Uniti fino agli Emirati Arabi. In questo modo, Yachtline 1618 ha potuto consolidare la propria capacità di servire clienti globali con standard sempre più elevati. Accanto alle collaborazioni con i grandi cantieri italiani — da Azimut Benetti a Sanlorenzo — l’azienda ha infatti conquistato commesse anche presso alcuni tra i più prestigiosi produttori nordeuropei, in particolare tedeschi come Lürssen.
Oltre alla dimensione internazionale, anche i territori e le aziende che vi operano sono stati ulteriori beneficiari del finanziamento, che ha rafforzato le relazioni con gli stakeholder, creando più stabilità nell’ecosistema in cui opera Yachtline 1618. L’operazione ha infatti generato effetti positivi lungo tutta la filiera: maggiore stabilità per fornitori e partner, migliore capacità di programmare investimenti, ricadute occupazionali e consolidamento delle relazioni industriali.









