100 ITALIAN GREEN ARCHITECTURAL CONSERVATION STORIES

INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ, BELLEZZA

DI FONDAZIONE SYMBOLA E FASSA BORTOLO IN PARTNERSHIP CON ASSORESTAURO E CAMERA DI COMMERCIO DI BRESCIA

 

IMPRESE, CENTRI DI RICERCA E REALTÀ DEL TERZO SETTORE RACCONTANO UN’ITALIA CHE SA PRENDERSI CURA DELL’ESISTENTE CON INTERVENTI CONSERVATIVI CAPACI E DI MIGLIORARE LE PERFORMANCE ENERGETICHE, CLIMATICHE E MATERICHE DEGLI EDIFICI

 

LA FILIERA STA AVANZANDO NELLO SVILUPPO E DIFFUSIONE DI IMPIANTI IBRIDI E NELL’INSERIMENTO DI ENERGIE RINNOVABILI, A PARTIRE DALLA DIFFUSIONE DEI SISTEMI A POMPA DI CALORE

 

ALCUNE IMPRESE ITALIANE SONO RIUSCITE A METTERE A PUNTO DEI DISPOSITIVI PIÙ SOSTENIBILI CAPACI DI FRENARE L’ACQUA ATTRAVERSO DELLE BARRIERE CHIMICHE, RICORRENDO PER ESEMPIO A SISTEMI ELETTROFISICI ED ELETTROCINETICI

REALACCI (FONDAZIONE SYMBOLA): “LA FORZA DELLA NOSTRA ECONOMIA E DEL MADE IN ITALY DEVE MOLTO ALLA CULTURA E ALLA BELLEZZA. PIÙ CHE IN ALTRI PAESI. CULTURA E CREATIVITÀ OLTRE AD ARRICCHIRE LA NOSTRA IDENTITÀ E ALIMENTARE LA DOMANDA DI ITALIA NEL MONDO, POSSONO AIUTARCI AD AFFRONTARE INSIEME LE DIFFICILI SFIDE CHE ABBIAMO DAVANTI. IL REPORT DI FONDAZIONE SYMBOLA E FASSA BORTOLO CI RACCONTA CHE INNOVARE NEL RESTAURO GREEN SIGNIFICA MISURARSI CON UNA DOPPIA SFIDA, CULTURALE E AMBIENTALE. VUOL DIRE CUSTODIRE L’IDENTITÀ DEL PATRIMONIO CULTURALE E, INSIEME, RENDERLO PIÙ EFFICIENTE E RESILIENTE. IL NOSTRO PAESE RAPPRESENTA UN LABORATORIO IMPORTANTE DELLE TECNOLOGIE E COMPETENZE PER IL RESTAURO. L’ITALIA HA LE ENERGIE PER SUPERARE LA CRISI CHE STIAMO ATTRAVERSANDO E LO DIMOSTRANO LE REALTÀ VIRTUOSE E INNOVATIVE, RACCONTATE NEL RAPPORTO, CHE SONO LA MIGLIORE RISPOSTA PER COSTRUIRE INSIEME – COME AFFERMA IL MANIFESTO DI ASSISI – UN’ECONOMIA E UNA SOCIETÀ PIÙ A MISURA D’UOMO E PER QUESTO PIÙ CAPACE DI FUTURO”.

TRIVILLIN (FASSA BORTOLO): “IL TEMA DELLA RIQUALIFICAZIONE DEL COSTRUITO È DESTINATO A DIVENTARE SEMPRE PIÙ CENTRALE NELL’EDILIZIA CONTEMPORANEA, SIA PER IL RECUPERO DI UN PATRIMONIO STORICO UNICO, SIA PER L’OTTIMIZZAZIONE ENERGETICA E LA RIDUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO. PER NOI DI FASSA BORTOLO QUESTA CONSAPEVOLEZZA SI TRADUCE, ORMAI DA DECENNI, IN UN IMPEGNO CONCRETO NEL PROMUOVERE BUONE PRATICHE CHE POSSANO ESSERE DI STIMOLO PER L’INTERO SETTORE, GRAZIE ANCHE A COLLABORAZIONI PREZIOSE COME QUELLA CON FONDAZIONE SYMBOLA. PARALLELAMENTE ALL’ATTIVITÀ DI SENSIBILIZZAZIONE, INVESTIAMO COSTANTEMENTE IN RICERCA ED INNOVAZIONE PER SVILUPPARE SOLUZIONI CHE CONTRIBUISCANO IN MODO ATTIVO A QUESTA TRASFORMAZIONE: PRODOTTI A MINORE IMPRONTA DI CARBONIO, MATERIALI PIÙ COMPATIBILI E MENO INQUINANTI COME LA CALCE, SISTEMI PER LA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA. IL NOSTRO OBIETTIVO È CONTINUARE AD ALZARE SEMPRE PIÙ L’ASTICELLA DELLA QUALITÀ”.

GRILETTO (ASSORESTAURO): "IL RAPPORTO EVIDENZIA COME IL PATRIMONIO STORICO COSTRUITO POSSA CONTRIBUIRE CONCRETAMENTE ALLA TRANSIZIONE ECOLOGICA E AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030. LE ESPERIENZE RACCOLTE DIMOSTRANO CHE IL RESTAURO PUÒ INTEGRARE TUTELA, INNOVAZIONE ED EFFICIENZA ENERGETICA, RIDUCENDO L’IMPATTO AMBIENTALE DEGLI EDIFICI STORICI.  PER QUESTO È FONDAMENTALE SVILUPPARE MODELLI DI INTERVENTO E POLITICHE AMBIENTALI ED ENERGETICHE DEDICATE AL PATRIMONIO ESISTENTE, SPECIFICATAMENTE QUELLO TUTELATO. COME ASSORESTAURO SIAMO IMPEGNATI A PROMUOVERE CONFRONTO, INDIRIZZO E CONSULTAZIONE TRA FILIERA DEL RESTAURO, ISTITUZIONI ED ENTI DI RICERCA".

Venezia, 17 Marzo 2026. 100 ITALIAN GREEN ARCHITECTURAL CONSERVATION STORIES. INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ, BELLEZZA di Fondazione Symbola e Fassa Bortolo, in partnership con Assorestauro e Camera di Commercio di Brescia, e il patrocinio del Ministero della Cultura, è stato presentato oggi da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Alessandro Trivillin, Presidente e CEO Gruppo Fassa Bortolo; Alberto Stefani, Presidente Regione Veneto; Andrea Griletto, Direttore Assorestauro; Massimo Ziletti, Segretario Generale Camera Di Commercio Di Brescia; Stefano Micelli, professore Venice School Of Management Università Ca’ Foscari Di Venezia. Ha coordinato l’evento Paola Pierotti, architetto e giornalista PPAN.

Le 100 storie italiane raccolte nel report restituiscono una fotografia d’insieme di una filiera ad alta specializzazione che, nella transizione verde, agisce come motore di innovazione. Nel restauro, infatti, la qualità non è solo conservazione ma capacità di rendere il patrimonio costruito più efficiente senza comprometterne identità e valore. In questa partita l’Italia può contare su un capitale di competenze raro, costruito nel tempo e riconosciuto a livello internazionale. Le storie mostrano con chiarezza che il futuro dell’edilizia e, soprattutto, del patrimonio storico del Paese non passa soltanto dalla qualità degli interventi e dalla messa in sicurezza delle strutture, ma anche – in modo sempre più decisivo – dalla loro sostenibilità ambientale. Imprese, centri di ricerca e realtà del terzo settore raccontano un’Italia che sa prendersi cura dell’esistente con interventi conservativi capaci, allo stesso tempo, di migliorare le performance energetiche, climatiche e materiche degli edifici, riducendo impatti e sprechi.

È per dare visibilità a questa filiera di competenze, innovazione e responsabilità – e per rafforzare l’idea che la qualità italiana si misura anche nella capacità di rigenerare senza consumare nuovo suolo, unendo tutela e transizione – che Fondazione Symbola e Fassa Bortolo dedicano al restauro sostenibile il sesto numero della collana orientata a mappare e raccontare le eccellenze italiane della filiera delle costruzioni made in Italy.

È il terreno su cui operano eccellenze come l’Istituto Centrale per il Restauro e l’Opificio delle Pietre Dure, dove ricerca, sperimentazione e pratica alimentano un sapere rigoroso, capace di trasferirsi dalle opere d’arte agli edifici, dai materiali alle tecniche di intervento. L’intersezione tra sostenibilità e edilizia è per molti aspetti anche un ritorno al futuro. Molte delle soluzioni più efficaci citate nel rapporto nascono dalla rilettura di un’intelligenza costruttiva antica, tipica dell’architettura mediterranea.

Lo sviluppo di bio e nanotecnologie per la biopulitura, orientate a interventi più sostenibili per le opere, per la salute degli operatori e per l’ambiente. In particolare, l’impiego di biotecnologie microbiche consente la rimozione selettiva di depositi organici e inorganici su superfici artistiche e pitture murali, riducendo l’uso di sostanze chimiche, attraverso microrganismi e loro derivati (batteri, funghi, alghe ed enzimi, anche di origine marina). L’applicazione delle nanotecnologie al patrimonio storico ha trovato numerose soluzioni innovative per la sua rigenerazione sostenibile: dallo sviluppo di malte (oltre che di calcestruzzi) realizzate con geo polimeri - una sorta di legante che va a sostituire il cemento, molto più inquinante - alla messa a punto di prodotti finalizzati a difendere le superfici architettoniche dal deterioramento causato dall’acqua, dalle fluttuazioni termiche, dai gas atmosferici e dall’inquinamento. Molti di questi prodotti nanotech, inoltre, riescono ad assorbire le sostanze inquinanti presenti nell’aria e sono meno tossici (e dunque meno pericolosi) per gli operatori che li utilizzano.

L’attenzione agli impatti ambientali cresce nella filiera anche per risolvere uno dei più grandi e diffusi problemi delle costruzioni in muratura: l’umidità di risalita che, non solo minaccia gli affreschi degli edifici storici causando l’affioramento dei sali e lo scrostamento del colore, ma influisce anche sulle prestazioni di isolamento e sul consumo energetico dei vecchi edifici. Alcune imprese italiane sono infatti riuscite a mettere a punto dei dispositivi, più sostenibili rispetto alle più tradizionali iniezioni di resine, capaci di frenare l’acqua attraverso delle barriere chimiche, ricorrendo per esempio a sistemi elettrofisici ed elettrocinetici. O sviluppando innovative tecnologie non invasive che regolano i campi magnetici ed elettromagnetici delle murature grazie a dispositivi elettronici in grado di impedire la risalita dal terreno dell’umidità e facilitare il ritorno dell’acqua al suolo per gravità.  Attraverso soluzioni impiantistiche innovative, la filiera sta avanzando anche nello sviluppo e diffusione di impianti ibridi e nell’inserimento di energie rinnovabili, a partire dalla diffusione dei sistemi a pompa di calore (che prelevano il calore da fonti naturali come acqua di falda, aria o terreno). L’impiantistica high-tech è, inoltre, una componente importante della riqualificazione illuminotecnica green del patrimonio storico che, grazie all’uso di LED a basso consumo, sistemi smart di gestione della luce e impianti di monitoraggio della luminosità, contribuisce in modo significativo ad abbattere i consumi energetici. Di fondamentale importanza è il contributo che arriva dalle tecnologie diagnostiche per monitorare lo stato di conservazione e la performance energetica degli edifici. Attraverso sensori applicati sui materiali da costruzione, oggi è infatti possibile monitorare in tempo reale i parametri predittivi del degrado degli edifici storici, pianificando interventi tempestivi, non invasivi e poco dispendiosi.

“La forza della nostra economia e del made in Italy deve molto - dichiara Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola - alla cultura e alla bellezza. Più che in altri Paesi. Cultura e creatività oltre ad arricchire la nostra identità e alimentare la domanda di Italia nel mondo, possono aiutarci ad affrontare insieme le difficili sfide che abbiamo davanti. Il report di Fondazione Symbola e Fassa Bortolo ci racconta che innovare nel restauro green significa misurarsi con una doppia sfida, culturale e ambientale. Vuol dire custodire l’identità dei luoghi e, insieme, renderli più efficienti e resilienti. Il nostro Paese rappresenta un laboratorio importante delle tecnologie e competenze per il restauro. L’Italia ha le energie per superare la crisi che stiamo attraversando e lo dimostrano le realtà virtuose e innovative, raccontate nel rapporto, che sono la migliore risposta per costruire insieme – come afferma il Manifesto di Assisi – un’economia e una società più a misura d’uomo e per questo più capace di futuro”.

“Il tema della riqualificazione del costruito è destinato a diventare sempre più centrale - Alessandro Trivillin, Presidente e CEO, Gruppo Fassa Bortolo - nell’edilizia contemporanea, sia per il recupero di un patrimonio storico unico, sia per l’ottimizzazione energetica e la riduzione del consumo di suolo. Per noi di Fassa Bortolo questa consapevolezza si traduce, ormai da decenni, in un impegno concreto nel promuovere buone pratiche che possano essere di stimolo per l’intero settore, grazie anche a collaborazioni preziose come quella con Fondazione Symbola. Parallelamente all’attività di sensibilizzazione, investiamo costantemente in ricerca ed innovazione per sviluppare soluzioni che contribuiscano in modo attivo a questa trasformazione: prodotti a minore impronta di carbonio, materiali più compatibili e meno inquinanti come la calce, sistemi per la riqualificazione energetica. Il nostro obiettivo è continuare ad alzare sempre più l’asticella della qualità”.

"Il rapporto evidenzia come il patrimonio storico costruito possa contribuire concretamente alla transizione ecologica e al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Le esperienze raccolte dimostrano che il restauro può integrare tutela, innovazione ed efficienza energetica, riducendo l’impatto ambientale degli edifici storici.  Per questo è fondamentale sviluppare modelli di intervento e politiche ambientali ed energetiche dedicate al patrimonio esistente, specificatamente quello tutelato. Come Assorestauro siamo impegnati a promuovere confronto, indirizzo e consultazione tra filiera del restauro, istituzioni ed enti di ricerca" - dichiara Andrea Griletto, Direttore di Assorestauro.

ALCUNI ESEMPI TRA LE 100 ITALIAN GREEN ARCHITECTURAL CONSERVATION STORIES:

Artemide, icona del design Made in Italy nel mondo, ha trasformato l’illuminazione in un’arte che coniuga estetica, innovazione e rispetto per l’ambiente. L’azienda con sede a Pregnana Milanese (MI), in oltre mezzo secolo di storia, ha dato vita ad alcuni dei sistemi di illuminazione più imitati di sempre, che hanno fatto scuola e sono stati premiati con i più importanti riconoscimenti internazionali. Le lampade Artemide sono anche prodotti green, impiegati in molti interventi di restauro conservativo in tutto il mondo. È il caso del proiettore Vector 55, realizzato con componenti riciclabili e smontabili, un prodotto scelto, tra gli altri, per il restauro degli spazi interni di Palazzo Butera, a Palermo. Qui Artemide ha lavorato per ridurre dimensioni ed impiego di materiali migliorando le prestazioni del prodotto. La scelta attenta dei materiali e lo studio delle geometrie consentono di controllare la temperatura di esercizio bilanciando le dimensioni ridotte, allungando la vita delle sorgenti LED tanto da assicurare, nel 90% dei casi, un flusso luminoso equiparabile a quello iniziale anche dopo 75.000 ore di utilizzo, con una riduzione delle performance inferiore al 20%.

Brenta è una startup nata a Lonigo (VI) nel 2016 specializzata in nanotecnologie e materiali per il restauro. Una realtà creata con l'intento di sviluppare tecnologie sicure, innovative e sostenibili per restaurare e proteggere il patrimonio artistico. In collaborazione con l'Università Ca' Foscari di Venezia ha brevettato la tecnologia Nasier per lo sviluppo di prodotti per la pulitura enzimatica avanzata, che permette la rimozione selettiva di patine biologiche, organiche e acriliche dalle superfici. Nasier offre una linea di detergenti greener ideati per il restauro, sicuri per l'operatore e per l'ambiente, e rivoluzionari per l'azione combinata di enzimi e matrici micro-nanotecnologiche che assicura risultati di qualità con una singola applicazione, riducendo tempi e costi del cantiere conservativo.  Le diverse formulazioni Nasier sono state utilizzate in delicati interventi di biopulitura su superfici architettoniche e per la deacidificazione di libri e opere d’arte su carta. Tra i cantieri di eccellenza figurano la pulitura del mosaico romano e del Ninfeo di Villa Giulia a Roma, la fontana monumentale della Reggia di Caserta, il Ninfeo di Villa Barbaro a Maser (TV) e il Duomo di Milano.

Aperto nel 2019, il Center of Cultural Heritage Technology - CCHT è uno dei 12 centri di ricerca dell’Istituto Italiano di Tecnologia sul territorio nazionale. Il Centro nasce per promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie per la tutela e la conservazione, anche preventiva, del patrimonio culturale, e fa della multidisciplinarietà il punto di forza. Dottorandi, tecnici e ricercatori del CCHT valorizzano i risultati delle ricerche che si svolgono all’IIT negli ambiti della scienza dei materiali, della robotica e dell’intelligenza artificiale mettendoli a servizio della conservazione del patrimonio storico, anche in collaborazione con atenei e altri centri di ricerca.  Il progetto GoGreen, ad esempio, sviluppato in sinergia con prestigiosi centri di ricerca europei, promuove pratiche di conservazione sviluppando sia nuovi materiali per conservare e restaurare in un’ottica sostenibile per l’ambiente e l’operatore, sia strumenti educativi che un app digitale per supportare i conservatori/restauratori nell’adozione di soluzioni ecocompatibili.

CMR, acronimo per Center Materials Research, è un’eccellenza nella diagnostica applicata all’edilizia e, soprattutto, al restauro dei beni culturali. Da oltre 15 anni, infatti, il laboratorio con sede a Vicenza è un riferimento nei settori dell’analisi chimico-fisica dei materiali (intonaci, lapidei, pellicole pittoriche), e nelle indagini termografiche e microclimatiche. Test avanzati che sono resi possibili grazie all’utilizzo di microscopia ottica ed elettronica, sistemi all’infrarosso, sonde miniaturizzate e altre tecnologie all’avanguardia.  Negli anni, il know-how di CMR è stato richiesto per i lavori di restauro di numerosissimi edifici di grande valore storico in Italia: l’Insula Meridionalis di Pompei, Palazzo del Quirinale, l’Arena e il teatro romano a Verona e molti importanti palazzi veneziani.

C’è un laboratorio italiano tra i partner del progetto che in Palestina vuole costruire tessuti urbani sostenibili in contesti caratterizzati da un vasto patrimonio storico architettonico. Si tratta del DAda Lab – Drawing Architecture Document Action, al servizio di questa causa con il suo elevato know-how tecnologico in materia di modellazione tridimensionale. Il laboratorio dell’Università di Pavia, nato per occuparsi di formazione, ricerca e trasferimento delle conoscenze applicate al mondo degli edifici di alto valore storico, si avvale di moderne tecnologie - laser scanner e stampe 3D, banche dati digitali e sistemi di realtà aumentata - oltre a partner come le Università di Valencia e Granada (Spagna) e quella polacca di Gdaúsk. Tra i lavori che hanno visto protagonista il DAda Lab, il progetto Betlemme SMART City prendeva avvio nel 2021 per programmare uno sviluppo urbano sostenibile nell’area di Betlemme, integrato al ricco patrimonio storico di quel territorio.

Essere fra i maggiori protagonisti, per numero, qualità e importanza degli incarichi, nella ricostruzione del Centro Italia dopo i devastanti terremoti del 2009 e del 2016, è un risultato che travalica i confini della tecnica per caricarsi di significati e simbologia. È questa una delle grandi sfide che hanno visto protagonista la Di Vincenzo Dino & C. negli ultimi anni. La storia dell’azienda inizia nel 1948 con l’aggiudicazione del primo appalto. Oggi, dopo oltre 70 anni, l’impresa Di Vincenzo Dino & C., con sede a San Giovanni Teatino (CH), ha 300 dipendenti in Italia, un fatturato previsto per l’anno 2025 di oltre 180 milioni ed è leader nazionale nella ricostruzione, nel restauro e nel miglioramento antisismico degli edifici storici, oltre che nelle costruzioni civili e industriali e nelle infrastrutture. Tra gli interventi recenti di conservazione si segnalano il Monastero di San Marco ad Offida (AP), Palazzo Benadduci a Tolentino (MC) e Palazzo Saladini ad Ascoli Piceno, tutti colpiti dal violento sisma del 2016. L’intervento più importante in corso è il Complesso Don Minozzi di Amatrice, denominato Casa Futuro.

I tetti di tegole, con le diverse tonalità di rosso e di ocra che caratterizzano i coppi, rendono immediatamente riconoscibili i borghi italiani. Una componente paesaggistica che i normali pannelli fotovoltaici non possono che deturpare. Proprio per questo Dyaqua ha messo a punto dei moduli rivestiti con una speciale superficie che si lascia attraversare dai raggi solari, permettendo così di ricaricare le celle fotovoltaiche contenute all’interno della tegola. Un sistema, quello dell’azienda di Camisano Vicentino (VI), che prende il nome di Invisible Solar e che rappresenta un punto di svolta per la transizione energetica del restauro conservativo. Tra le applicazioni più interessanti degli ultimi anni c’è sicuramente quella del 2022 a Spalato, in Croazia. Sul tetto di un teatro della città vecchia, infatti, sono stati installati coppi fotovoltaici in cotto rosso, una scelta obbligata dai vincoli che caratterizzano l’edificio. Ma i moduli di Dyaqua trovano posto anche a Pompei, dove la riqualificazione della Casa dei Vettii ha previsto l’implementazione di un sistema di autoproduzione di energia green.

Dal 1992 ad oggi, il centro Eurac Research è passato dall’avere in organico 12 ricercatori a una rete di circa 700 collaboratori e oltre 50 dottorandi provenienti da più di 40 Paesi del mondo. Una realtà internazionale, con 11 istituti riuniti nella sede di Bolzano, partner in 60 Paesi in cinque continenti e collaborazioni con enti di primo piano, tra cui, l’ESA e numerose altre istituzioni. La transizione energetica a 360 gradi è oggetto di studio soprattutto da parte dell’Istituto per le Energie Rinnovabili, un lavoro che tocca anche il risanamento energetico di edifici storici, grazie ad un team di ricerca dedicato che conta 15 collaboratori, impegnati a coniugare transizione green e vincoli riguardanti l’edificato storico.  Nell’Hygrothermal testing lab, Eurac testa e sviluppa materiali e soluzioni per l’isolamento e l’efficientamento energetico degli edifici antichi insieme a imprese del settore, grazie a strumenti all’avanguardia come bilance analitiche, camere climatiche, stufe di essicazione ed estrattori a pressione. Pannelli in fibra di canapa e intonaci termoisolanti, ad esempio, vengono analizzati studiando le prestazioni e le proprietà dei materiali impiegati.

Dai Fori Imperiali alla Torre Eiffel fino al Louvre e all’Ermitage, le tecnologie di IBIX sono state utilizzate per la pulitura e conservazione di opere architettoniche e siti archeologici in tutto il mondo. Fondata nel 2000 a Lugo (RA), IBIX è leader in Italia e in oltre 40 Paesi nel mondo nella produzione e commercializzazione di macchine e soluzioni per la pulitura e il trattamento delle superfici per i più svariati settori di attività: dall’edilizia al restauro, dalla nautica fino al recupero post-incendio e al decoro urbano. Da oltre venti anni l’azienda sviluppa tecnologie innovative e sostenibili con un impatto minimo sull’ambiente, grazie all’utilizzo di materiali ecologici e all’applicazione delle nanotecnologie con prodotti naturali a base acquosa. Quelli IBIX sono gli unici sistemi di micro-aero-abrasione a bassa pressione progettati per la conservazione di beni storici e culturali di pregio, e garantiscono un trattamento efficace senza danneggiare le superfici originali. IBIX ha infatti brevettato una linea di "eco" sabbiatrici con inerti ecologici composti da materiali naturali e progettati per una pulizia non abrasiva.

Da oltre un secolo La Calce del Brenta trasforma con maestria un materiale antichissimo e sostenibile come la calce in un prodotto pregiato, una tavolozza armoniosa di pitture da terre colorate e pigmenti naturali, sintesi di tradizione, estetica contemporanea e sostenibilità. Con sede a Santa Croce di Cittadella (PD), l’impresa tramanda di generazione in generazione il sapere artigianale della produzione di finiture biocompatibili per rivestimenti, attraverso un’accurata selezione di materiali naturali, in grado di assicurare durabilità e salubrità degli ambienti. Come la pittura a calce naturale Vivasan, costituita da minerali naturali attivi, che coniuga luminosità e design a una testata azione contro muffa e umidità.

L’impronta di Mario Cucinella Architects nell’olimpo dell’architettura mondiale è caratterizzata dalla capacità di coniugare bellezza, ambiente e uso di tecnologie innovative. In questo modo prende vita un lavoro di ricerca che ha nella sostenibilità ambientale uno dei suoi orizzonti principali. Oltre alla storica sede di Bologna, nel 2021 lo studio ha inaugurato una seconda sede a Milano ed è oggi riconosciuto in tutto il mondo come una delle eccellenze assolute del design made in Italy. Un know-how che negli anni ha più volte incontrato anche il mondo del restauro conservativo. Ha fatto scuola, in questo senso, l’intervento di recupero architettonico dello storico palazzo ottocentesco Bocconi-Rizzoli-Carraro, trasformato dal progetto di Mario Cucinella Architects nel Museo d’Arte Fondazione Luigi Rovati, nel cuore di Milano. Gli spazi espositivi interni sono rivestiti da 30.000 conci di pietra forte fiorentina, pezzi unici, disegnati uno ad uno per creare un avvolgente effetto di continuità. Uno spazio ipogeo e chiaroscurale, che richiama l’ambiente delle tombe etrusche

Di seguito l’elenco delle 100 storie raccontate:

CERTIFICAZIONI: CasaClima - Agenzia per l'Energia Alto Adige | Consorzio Legno Legno | GBC Italia | GreeningLab - Planex | DIAGNOSTICA E MONITORAGGIO: CMR LAB | LADC - Politecnico Milano | LegnoDOC | IMPIANTISTICA: Aermec | Artemide | DZ Engineering | Enel | Exenia | Gewiss | Hera Luce | iGuzzini | Olimpia splendid | RBM | TEON | Thermodif IC | Thermoeasy | Umbra Control ISOLAMENTO E FINITURE: Biopietra | F&F Restauri | Falegnameria Bozzarelli | PM Serramenti | Ton Gruppe | MATERIALI: 4ward 360 | Agosti Nanotherm | Azichem | BIOmat Canapa | Brebey | Brenta | Calchera San Giorgio | CIR - Chimica Italiana Restauri | CTS | CVR | Diasen | Dyaqua | FIBRE NET | Gavazzi Tessuti Tecnici | Industrie Cotto Possagno | KIMIA | La Calce del Brenta | Lab4Green | Mapei | Natural Calk - Arte e Mestieri | Oltremateria - Ecomat | Opificio Bio Aedilitia | Politect | Renner Italia | Ricehouse | Röfix Italia | Senini | Siltea | Snaptech | Spring Color | Tassullo | Tecnova Group | PROGETTAZIONE: Archliving | B5 | Binario Lab | Di Vincenzo Dino & C. | Edilsystem | Ermentini Architetti | Fratelli Navarra - Italiana Costruzioni | Giovanni Vaccarini Architetti | Guicciardini & Magni Architetti | Lithos | Magistri | Mario Cucinella Architects | Negozio Blu Architetti Associati | Piraccini+Potente Architettura | Setten Genesio | SPC Engineering | Studio Berlucchi | Studio Leonardo | PROMOZIONE: Assorestauro | Camera di Commercio Brescia | FAI - Fondo Ambiente Italiano | SIC Italia - Sustainability in Conservation | RICERCA: Center of Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia - IIT | CETMA - Centro di Ricerca e Innovazione Tecnologica | CIRI - Edilizia e Costruzioni Università di Bologna | DAda Lab | Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale - Università di Pisa | Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali - Università di Catania | DTC Lazio - Distretto Tecnologico Beni e Attività Culturali | ENEA | Eurac Research | Fondazione Centro per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale” | ISPC CNR Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale | Istituto Centrale per il Restauro | RSE - Ricerca sul Sistema Energetico | TekneHub - Università degli Studi di Ferrara | TECNOLOGIE: ACCA Software | Atena | El.En. Electronic Engineering | IBIX | Leonardo Solutions - Domodry | Vimar

 

 

 

Il rapporto completo si trova su www.symbola.net

 

 

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100 Italian Green Architectural Conservation Stories di Fondazione Symbola e Fassa Bortolo in partnership con Assorestauro e Camera di Commercio di Brescia

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