ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY
ARTIGIANATO AUMENTATO
AL SEMINARIO ESTIVO DI FONDAZIONE SYMBOLA, SI CONCLUDE LA CAMPAGNA “ARTIGIANATO, FUTURO DEL MADE IN ITALY – ARTIGIANATO AUMENTATO” PROMOSSA DA CONFARTIGIANATO, CNA, CASARTIGIANI CON FONDAZIONE SYMBOLA E IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY, NELL’AMBITO DELLA GIORNATA DEL MADE IN ITALY
PRESENTATO IL REPORT 100 STORIE DI ARTIGIANATO AUMENTATO
PRESENTI LE 100 IMPRESE PROTAGONISTE DEL REPORT PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA: IMPRESE DEL NORD, DEL CENTRO E DEL SUD E SARÀ CONSEGNATO UN ATTESTATO DI RICONOSCIMENTO DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI
DIGITALE, SOSTENIBILITÀ E DESIGN AVVICINANO I GIOVANI ALL'ARTIGIANATO
100 REALTÀ RACCONTANO DI UN SETTORE DINAMICO, CAPACE DI RINNOVARE PRATICHE E COMPETENZE ATTRAVERSO L’INTEGRAZIONE DI CREATIVITÀ, TECNOLOGIA E SOSTENIBILITA’
Mantova, 11 giugno 2026. In occasione del Seminario Estivo di Fondazione Symbola a Mantova, si conclude la Campagna “Artigianato, futuro del made in Italy – Artigianato aumentato”, promossa da Confartigianato, CNA, Casartigiani con Fondazione Symbola e il patrocinio del MiMit, nell’ambito della Giornata del Made in Italy, nata per raccontare una nuova generazione di artigiani che sta reinterpretando il mestiere attraverso tre nuovi driver: design, sostenibilità e innovazione. Durante il panel sono interventuti Marco Granelli, presidente Confartigianato Imprese; Dario Costantini, presidente CNA; Franco Storer, presidente Casartigiani Veneto; Nicola Bertini, presidente Giovani Imprenditori CNA Mantova; Lorenzo Capelli, presidente Confartigianato Mantova; Stefano Micelli, professore di International Management Università Ca’ Foscari di Venezia, presidente Upskill 4.0; Enrico Vanzina, scrittore di cinema e letteratura. Ha concluso i lavori Guido Guidesi, Assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia.
Alle 100 imprese protagoniste della Campagna è stato conferito un attestato per aver interpretato il modello dell'artigianato aumentato, dando vita a un'impresa capace di far evolvere tradizioni, competenze e identità del proprio territorio attraverso una o più delle leve che la Campagna riconosce come motori di questa trasformazione - innovazione, design, sostenibilità - e di tradurle in un contributo concreto alla competitività del Made in Italy e alla costruzione di un'economia più coesa e capace di creare futuro.
“Artigianato, futuro del made in Italy - Artigianato aumentato” rende visibile l’importanza dell’artigianato italiano per la nostra economia, ma anche per la nostra qualità della vita. In Italia, oltre un milione di imprese sono artigiane, una cifra pari a circa un quarto di tutto il sistema imprenditoriale italiano. Design, sostenibilità e innovazione diventano in questo contesto non soltanto fattori di evoluzione produttiva, ma leve strategiche che permettono alle imprese artigiane di comunicare meglio il proprio valore, dialogare con nuovi pubblici e rafforzare la propria presenza sui mercati nazionali e internazionali.
Allo stesso tempo, come dimostrano le 100 realtà raccontate nel rapporto, questi driver contribuiscono a rendere l’artigianato più attrattivo per le nuove generazioni, restituendo l’immagine di un settore dinamico, capace di rinnovare pratiche e competenze attraverso l’integrazione di creatività, tecnologia e impatto sociale. Un passaggio oggi cruciale, se si considera il problema demografico e la difficoltà del ricambio generazionale che stanno attraversando molti comparti dell’artigianato italiano, mettendo a rischio la continuità di saperi e competenze che costituiscono una delle fondamenta del Made in Italy. In questo scenario, questi fattori possono rappresentare un antidoto concreto, facilitando il passaggio di testimone e rendendo le nuove generazioni non soltanto custodi, ma anche innovatori di un patrimonio unico: quel sapere artigiano italiano ricercato e apprezzato in tutto il mondo perché capace di generare bellezza, benessere, convivialità e cura delle relazioni, che, insieme alla cucina italiana, rappresenta un patrimonio culturale dell’umanità.
Le 100 imprese raccontate nel rapporto provengono da tutta Italia
VALLE D'AOSTA: 1 Aosta
PIEMONTE: 3 Torino, 2 Novara, 1 Verbano-Cusio-Ossola
LIGURIA: 3 genova
LOMBARDIA: 1 Bergamo, 1 Brescia, 1 Cremona, 2 Lodi, 2 Monza-Brianza, 2 Mantova, 3 Milano, 1 Pavia, 2 Sondrio, 2 Varese
TRENTINO ALTO ADIGE: 2 Trento
VENETO: 5 Belluno, 2 Padova, 1 Treviso, 1 Venezia, 1 Verona, 5 Vicenza
FRIULI VENEZIA GIULIA: 1 Gorizia, 1 Pordenone
EMILIA ROMAGNA: 3 Bologna, 1 Forli, 1 Modena, 1 Parma,2 Ravenna, 1 Reggio-Emilia
TOSCANA: 2 Arezzo, 2 Prato, 1 Pistoia
MARCHE: 1 Ancona, 2 Macerata, 1 Pesaro Urbino
LAZIO: 4 Rieti, 1 Viterbo
UMBRIA: 1 Terni
ABRUZZO: 1 Chieti, 2 Teramo
CAMPANIA: 1 Caserta, 4 Napoli, 1 Salerno
MOLISE: 1 Campobasso
BASILICATA: 1 Matera, 2 Potenza
PUGLIA: 3 Bari, 1 Barletta, 1 Lecce, 1 Taranto
CALABRIA: 1 Cosenza, 2 Catanzaro, 1 Vibo Valentia
SICILIA: 1 Catania, 4 Palermo, 1 Ragusa
SARDEGNA: 1 Cagliari
“Artigianato, futuro del made in Italy” è un progetto che dal 2023 racconta l’anima produttiva del Paese: un’Italia competitiva grazie alla capacità di coniugare innovazione e creatività. Il concetto di artigianato aumentato definisce un modello evolutivo che integra la tradizione manifatturiera italiana con tre fattori chiave – design, sostenibilità e innovazione – oggi capaci di rafforzarne competenze e valore. L’obiettivo è far conoscere un approccio già diffuso in molte realtà artigianali italiane, capace di consolidare l’identità delle imprese artigiane, aumentarne la competitività e generare ricadute economiche, culturali e occupazionali a livello locale.
I mestieri raccontati nella loro evoluzione, mostrando come sostenibilità, design e innovazione contribuiscano a rinnovarne pratiche e competenze. Dall’acconciatore che integra strumenti digitali per la consulenza d’immagine al cliente, al calzolaio che utilizza scansioni 3D e pratiche di economia circolare per realizzare e rigenerare calzature, fino al restauratore che affianca tecnologie avanzate come scansioni e sensori al lavoro manuale, emerge con chiarezza il paradigma dell’artigianato aumentato. Un percorso che richiama la natura stessa dell’artigianato, da sempre capace di innovare e adattarsi ai tempi, e che ancora oggi rappresenta un elemento fondamentale per il valore e la qualità del sistema produttivo italiano. Solo dentro questa evoluzione il Made in Italy può continuare a distinguersi nel mondo, trasformando conoscenza, creatività e qualità in valore economico e sociale. La sfida del ricambio generazionale non riguarda solo la continuità dei mestieri, ma la capacità di preservare e rinnovare uno dei principali patrimoni competitivi del Paese. È qui che l’Italia può esprimere la sua forza: tenere insieme innovazione e bellezza, sostenibilità e competitività, tecnologia e umanità. In questa prospettiva, l’artigianato non è soltanto una componente essenziale della nostra economia, ma una delle chiavi più credibili per costruire un futuro sostenibile senza perdere identità, nel solco dell’articolo 9 della Costituzione, che lega il progresso della cultura e della ricerca scientifica alla tutela del patrimonio storico e artistico della Nazione.
La campagna è l’occasione per celebrare cento protagonisti di questo artigianato aumentato e riconoscerne pubblicamente la capacità di evolvere, restando competitivi e mantenendo vive le competenze e i saperi tradizionali che rendono il made in Italy apprezzato nel mondo.
“Le piccole imprese e l’artigianato – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola - non sono un punto di debolezza della nostra economia. La propensione delle imprese artigiane a collaborare accompagna la capacità di creare coesione e innovazione. L’artigianato è un’anima del made in Italy. Il concetto di artigianato aumentato definisce un modello evolutivo che integra la tradizione manifatturiera italiana con tre fattori chiave – design, sostenibilità e innovazione. Nel bicentenario della nascita di Collodi si conferma il modello Pinocchio. È Geppetto, un artigiano, che recupera un legno abbandonato e dà vita alla materia. Il Paese può affrontare le sfide che abbiamo avanti chiamando a raccolta i nostri talenti senza lasciare indietro nessuno. Come scritto nel Manifesto di Assisi, non c’è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c’è in Italia. E, per dirla con Papa Francesco, ‘siamo chiamati ad essere creativi, come gli artigiani, forgiando percorsi nuovi ed originali per il bene comune’”.
“In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale - dichiara Marco Granelli, presidente Confartigianato - gli imprenditori artigiani custodiscono ed esprimono la competenza umana che unisce tradizione e innovazione e usano la tecnologia per dare vita a prodotti e servizi d’eccellenza, irripetibili, personalizzati. Gli artigiani sanno potenziare la loro creatività con nuovi ‘attrezzi del mestiere’: digitale, robotica, automazione, piattaforme on line. Non è un caso che due terzi delle aziende stia già investendo nella transizione digitale. Ma in tutti i settori - che si tratti del taglio di un abito di alta sartoria, della tolleranza millimetrica di un componente meccanico destinato a un bolide da corsa, o dello studio d'immagine dietro un'acconciatura da sfilata - è sempre il talento umano, il tocco dell’intelligenza artigiana a fare la differenza, a caratterizzare lo stile made in Italy e a renderlo unico e apprezzato in tutto il mondo”.
“L’artigianato – dichiara Dario Costantini, presidente CNA - è sempre stato un antidoto contro i rischi della disumanizzazione. Nel Novecento, il secolo dell’industria, il pericolo era la standardizzazione; nel mondo digitale di oggi il rischio è la perdita di immaginazione, di senso e di relazione con ciò che creiamo. Il nostro “Geppetto contemporaneo” utilizza certamente le tecnologie più avanzate – gli strumenti digitali, l’intelligenza artificiale, la progettazione evoluta. In fondo siamo qui a Mantova per raccontarlo. Però non sono queste tecnologie a “dare vita” a Pinocchio. Esattamente come in passato, ciò che rende davvero umane e vive le sue creazioni sono la sua immaginazione, il suo desiderio, la sua passione per il lavoro, il suo senso di responsabilità verso ciò che realizza e verso le persone a cui quel lavoro è destinato”.
“Il legame storico tra Geppetto e l’artigianato artistico italiano si evolve - Giacomo Basso, presidente Casartigiani - trasformando la figura del tradizionale intagliatore di legno in un professionista della rivoluzione digitale. Nasce l’Artigianato “Aumentato”, un modello produttivo capace di integrare tecnologie all’avanguardia come la stampa 3D e il taglio laser per supportare il lavoro manuale, senza mai sostituire l’essenza e l’anima del saper fare italiano. La campagna "Artigianato futuro del Made in Italy" di quest’anno e le storie concrete di imprenditori che raccontiamo oggi accendono i riflettori su un ecosistema di micro-piccole imprese e professioni che sempre più si sta dimostrando cruciale per la competitività e la tenuta economica del Paese di fronte alle crescenti sfide e le instabilità geopolitiche globali”.
Il rapporto si trova su www.symbola.net








