La transizione ecologica e il “nuovo normale” post pandemia da Covid-19 sono sicuramente le due più importanti sfide che i mercati hanno da gestire nell’immediato futuro. Entrambi questi aspetti impattano significativamente sul modo di vivere gli ambienti, domestici e pubblici; il comparto arredo-casa non può non tenerne conto ed infatti è in grande trasformazione ed evoluzione. Questa trasformazione segue due vie: una è quella di accogliere le nuove tecnologie come volano dell’innovazione (anche ecologica) e - purché non sia Greenwashing - cavalcare l’onda, poiché è in questa direzione che vanno gli interessi di sempre maggior parte della finanza. L’altra via è quella di guardare al modello di sviluppo in chiave critica e valutare l’opportunità di sperimentare modelli alternativi, in cui i materiali e i prodotti seguano nuove logiche, ma anche il modo di fare impresa, la concezione che gli impianti produttivi debbano improntarsi a scelte sostenibili. Entrambe queste strade sono percorse attualmente dal mondo dell’arredo, che sperimenta nuovi materiali - con sempre più frequenti collaborazioni con gli Istituti di Ricerca - e che riprogetta la vita dei propri prodotti in chiave di recupero e chiusura dei cicli, nonché i propri impianti, per migliorare gli spazi lavorativi, aumentare il benessere dei lavoratori e di conseguenza migliorare la qualità della produzione.

Il settore oggi e il prossimo futuro

In un anno stravolto dalla pandemia, la Filiera italiana del Legno-Arredo chiude il 2020 con una contrazione del -9,1% rispetto al 2019 per un valore pari a 39,1 miliardi di euro. Con un saldo commerciale attivo di 7,6 miliardi di euro rimane uno dei settori più importanti dell’intera manifattura italiana. La Filiera del Legno-Arredo è composta da 71.534 imprese e occupa 307.552 addetti. Grazie al massiccio ricorso da parte delle imprese agli ammortizzatori sociali e al blocco dei licenziamenti, nel 2020 la contrazione del numero degli addetti è contenuta al -2%, del tutto in linea con quella del numero di imprese. Il settore arredamento, ha visto nella seconda metà dello scorso anno una ripresa degli ordini e delle vendite di prodotti destinati alla casa, che in parte ha compensato le perdite della prima parte del 2020, mentre ha sofferto la produzione di arredi destinati ai progetti contract (uffici, aeroporti, spazi pubblici, ecc). Le difficoltà del 2020 non hanno però fermato l’attività delle aziende e della loro associazione sui temi ambientali, visti sempre più come chiave per uscire rafforzati dalla crisi.
Il 2021 è dunque un anno decisivo per le aziende dell’arredamento che intendono intraprendere un percorso di sviluppo sostenibile. Le risorse per gli investimenti sono messe in campo dall’Europa (Green Deal europeo, nuovo Piano d’azione per l’economia circolare) e potranno sostenere le aziende verso una svolta realmente green, che diventi parte integrante del fare impresa in Italia, con azioni sistemiche in ottica di economia circolare - in cui la filiera legno-arredo è già tra i leader in Europa- che passano dalla catena di approvvigionamento ai processi produttivi, dalla progettazione al fine vita dei prodotti, passando per la loro commercializzazione e distribuzione.

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Continua a leggere "Casa e Arredo" p. 154 di Green Italy 2021 Un'economia a misura d'uomo per il futuro dell'Europa, la ricerca su dati e storie della green economy italiana di Symbola e Unioncamere.

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