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Il nuovo personaggio del Presepe 2020 è l’infermiera anti Covid per simboleggiare l’impegno di tutto il mondo della sanità e della cura, in particolare dei più deboli. E’ stato presentato per iniziativa di Coldiretti, Fondazione Symbola e Confartigianato, sotto l’egida del Manifesto di Assisi. Tra le tradizioni che possono aiutarci nei momenti difficili che stiamo attraversando, un ruolo importante può svolgerlo più che mai il presepe con moltissime iniziative e associazioni impegnate a promuoverlo in tutta Italia. Con la forza delle energie vere e buone raccolte sotto l’egida del Manifesto di Assisi, Fondazione Symbola, Confartigianato, Coldiretti vogliono portare un loro contributo, volto a far capire ancora meglio la straordinaria attualità e forza di questa narrazione gentile.

 

Il Presepe è la rappresentazione della nascita di Gesù, ma attraverso i suoi personaggi serve anche a raccontare la realtà della vita di tutti i giorni e quindi insieme al Bambinello troviamo fra gli altri, artigiani, casalinghe, filatrici, agricoltori, pastori e gli animali, dal bue all’asinello della Natività, dalle pecore alle caprette, dalle oche alle galline, fino a cani e gatti per rappresentare la multiforme dimensione del Creato che parte proprio dalla terra.

 

L’esperienza della pandemia, la sofferenza di molti, il distanziamento a cui costringono le regole emanate nel rispetto degli altri ci impegnano a rivisitare il modello già sperimentato e ammirato per introdurre un nuovo personaggio – quella dell’infermiera in rappresentanza dell’intero mondo della sanità – che si batte per assicurare la salute di tutti. L’iniziativa è stata quella di affidare all’abilità di un artigiano esperto nell’arte presepiale la raffigurazione in statuina dell’immagine di chi oggi interpreta la possibilità di riscatto della vita della comunità e costituisce un perno e un punto di appoggio per le nostre speranze. Le statuine saranno distribuite dalla Coldiretti e dalla Confartigianato su tutto il territorio nazionale per essere consegnate ai Vescovi delle singole Diocesi.

 

“La modernità del Presepe viene proprio dal suo legame con la vita di tutti i giorni che per gli agricoltori e gli allevatori vuole dire conservazione dei territori, della biodiversità e della fattoria Italia che purtroppo negli ultimi dieci anni a causa della crisi ha perso 2 milioni di animali con un addio che ha riguardato soprattutto la montagna e le aree interne più difficili dove mancano condizioni economiche e sociali minime per garantire la permanenza di pastori e allevatori, spesso a causa dei bassi prezzi pagati per il latte e per la concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “agricoltori, medici ed infermieri non hanno mai smesso di lavorare in questa difficile pandemia per garantire la salute dei cittadini e l’approvvigionamento alimentare delle famiglie, nonostante i rischi e le difficoltà.

 

“Come ha detto Papa Francesco per uscire da questa crisi dobbiamo recuperare la consapevolezza che come popolo abbiamo un destino comune. È questo lo spirito del Manifesto di Assisi e di questa iniziativa che vuole dare maggior forza alle comunità attraverso una delle tradizioni più sentite, quella del presepe” ha affermato il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci nel sottolineare “lo sforzo straordinario e generoso in difesa delle nostre vite e delle nostre comunità, svolto dal mondo della sanità, rappresentato da un'infermiera”.

 

“Artigianato significa impresa che fa comunità. E lo abbiamo dimostrato anche in questa terribile circostanza della pandemia. Con il nostro lavoro abbiamo garantito prodotti e servizi indispensabili alle persone. Ma abbiamo anche contribuito ad offrire sostegno alla collettività. Per questo, in un anno così difficile per le nostre comunità e per i nostri imprenditori - sottolinea Marco Granelli, Presidente di Confartigianato Imprese - abbiamo voluto mettere al centro del Presepe i valori della solidarietà e della generosità testimoniati da tutti coloro che si battono per salvare la vita delle persone. Le statuine che raffigurano l’operatrice sanitaria, realizzate in esclusiva dalla bottega d’arte presepiale ‘La Scarabattola’ di Napoli ad opera dei Fratelli Scuotto, sono il simbolo di questi valori e della tradizione ed eccellenza manifatturiera dell’artigianato italiano. Confartigianato, tramite le proprie Associazioni territoriali, le dona alle Diocesi italiane in segno di riconoscenza verso tutti gli eroi del nostro tempo che lottano per sconfiggere la pandemia e a testimonianza del coraggio e dell’impegno concreto di oltre 4 milioni di artigiani e piccoli imprenditori per costruire la rinascita del tessuto produttivo del nostro Paese”.

 

"C'è un atteggiamento che Papa Francesco ci ha invitato a vivere per diventare più uomini e, per chi crede, più cristiano: prenderci cura. Prenderci cura dell'altro, di noi stessi, della terra, di ogni persona, vicina o lontana, che soffre, nel corpo e nello spirito” afferma Padre Enzo Fortunato direttore della sala stampa del sacro Convento di Assisi. "È con questo spirito che abbiamo voluto rendere omaggio a chi, in questo periodo drammatico dell'umanità diventa anche luce di speranza per un mondo migliore: gli infermieri, gli operatori sanitari, i medici. Ecco perché abbiamo posto una statua di un'infermiera nel presepe antistante la Basilica Superiore di San Francesco, simile a quelle che giungeranno in tutta Italia. Il colore del suo vestito, la speranza, ci ricorda anche quello che è stato un avvenimento corale del Manifesto di Assisi, che ha ricordato, a noi promotori e a chi lo ha sottoscritto e a chi lo guarda con attenzione, la necessità di percorrere la strada dell'insieme, perché nessuno si salva da solo."

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