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Oltre a portare l’acqua nelle case di quasi 2 milioni di abitanti, il Gruppo CAP, monoutility pubblica che da più di 90 anni gestisce il servizio idrico della Città metropolitana di Milano, opera nella creazione di un sistema integrato che segua il flusso della risorsa per valorizzarla a fine vita. L’azienda ha messo a punto un programma di investimento nel periodo 2020-2024 per incentivare il recupero di materia, con più di 52 milioni di euro destinati alla trasformazione di fanghi in nuove risorse tramite l’utilizzo di sistemi alternativi che riducano lo smaltimento in discarica. Dai suoi impianti lombardi, sono numerose le materie valorizzate a cui viene data nuova utilità.

Nel depuratore di Bresso-Niguarda, ad esempio, si produce biometano da reflui fognari (primo a essere immesso in rete Snam) per un ammontare di quasi 600 mila Sm3 nel 2020. Sono invece oltre 2.500 le tonnellate di sabbie, derivanti dal ciclo di depurazione dei reflui e dai rifiuti della pulizia delle acque di scarico, trattate e disinfettate per trovare utilizzo nei cantieri dell’azienda, come rinforzo delle tubazioni delle fognature o acquedotti. Il progetto più ambizioso del Gruppo è sicuramente la Biopiattaforma, impianto di simbiosi industriale carbon neutral dove 65 mila tonnellate/anno di fanghi e 30 mila tonnellate/anno di rifiuti umidi verranno trattati per produrre rispettivamente calore per il teleriscaldamento, fertilizzante e biometano. Le soluzioni all’avanguardia per valorizzare la risorsa idrica sono valse al Gruppo il premio Top Utility 2021 per l’innovazione circolare.

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