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Il Distretto Produttivo della Pesca e la Soft Economy, questo il tema principe dell’incontro che si è tenuto nella sessione pomeridiana di lavori del Medi District.
Nel corso del dibattito ha relazionato, tra gli altri, Fabio Renzi, Segretario Generale di Symbola: fondazione per le qualità italiane, che ha sostenuto: “Il futuro dell’economia italiana si gioca su due fronti: da una parte, l’innovazione, la ricerca e le nuove tecnologie, dall’altra, il recupero delle identità, i prodotti tipici, i saperi tradizionali, la creatività. È qui che, secondo la fondazione per le qualità italiane, il nuovo made in Italy affonda le sue radici e la Soft Economy ne è l’incarnazione. È un economia del vivere bene fondata su valori inestimabili, è un economia che punta all’eccellenza e che unisce, in maniera sinergica, qualità, innovazione, passione creativa, ma anche tradizione e provincia. Questi sono gli elementi intangibili che costituiscono il cuore della Soft Economy ed anche l’essenza del made in Italy. La Soft Economy si contrappone al modello della globalizzazione e dei grandi numeri. Elementi che, perú, non hanno lo stesso valore e forza competitiva delle componenti
soft” Fabio Renzi ha poi aggiunto: “il Distretto Produttivo della Pesca di Mazara delVallo rappresenta un’esperienza innovativa e rappresentativa della Soft Economy cioè di un modello di sviluppo consapevole del fatto che per competere è fondamentale costruire una alleanza per affermare il progetto della qualità. È questa la via che il Mediterraneo deve seguire.”
Giovanni Tumbiolo, Presidente del Distretto Produttivo ha ribadito: “Obiettivo dei Distretti Italiani è quello di esportare un modello di sviluppo tipico della produzione industriale ed artigianale del nostro Paese, che proprio nella filiera agro-ittico alimentare puú trovare, nella sponda mediterranea, terreno fertile per lo sviluppo di una cooperazione transnazionale”. Interessante l’intervento di Paolo Terribile, Presidente Distretti Italiani: “Le nostre aziende possono trainare l’economia italiana solo facendo rete. In un sistema economico che sta cambiando ad una velocità sconcertante, per le caratteristiche dell’economia italiana e alla luce di alcune vocazioni territoriali, i Distretti, intesi come organizzazione di filiera, rimangono sicuramente una modalità vincente. Vorrei che il Distretto di Mazara, col suo dinamismo straordinario e con la sua valorizzazione del genus loci, diventasse capofila tra i Distretti Italiani”.
Sergio D’Antoni, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, ha riferito: “Per superare le sfide della società contemporanea e rispondere a quelle della competizione internazionale, occorre cogliere il meglio della nostra produzione che è fatta di qualità, laboriosità, intelligenza e forza. Il Governo deve attuare azioni di sostegno che si fondino su una politica di incentivi anche economici, di creazione di infrastrutture, di istituzione del credito d’imposta, di promozione di iniziative importanti, come il Distretto, affinché anche le aree meno sviluppate del Paese e con risorse limitate, possano crescere. Questa è la nostra scommessa!”.

Il distretto produttivo della pesca e la soft-econ
Il distretto produttivo della pesca e la soft-econ

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