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«Noi diciamo che affrontare con coraggio la crisi climatica è anche un'occasione straordinaria per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d'uomo e quindi più capace di futuro. Non parliamo di una politica che è solo ambientale, perché non sarebbe all'altezza della sfida». Così Ermete Realacci, presidente di Symbola e ambientalista "storico" spiega il senso del "Manifesto di Assisi".

È anche una risposta a Trump, che accusa gli ambientalisti di essere "profeti di sventura"?

È lui ad avere un approccio ideologico perché trascura le evidenze dei fenomeni in atto a cui sono esposti tutti e in particolare i Paesi più poveri. Ma non vede neanche i cambiamenti. In campagna elettorale ha accentuato l'appoggio al carbone Usa, ma da quando é al governo hanno chiuso 50 centrali, e ad ottobre tutti i nuovi impianti erano da fonti rinnovabili. Le dinamiche del mondo dell'economia smentiscono la vecchia economia e la vecchia politica ma allo stesso tempo c'è bisogno di accelerare perché non bastano.

In che modo?

C'è bisogno di mettere assieme e rafforzare questa sfida comune. Partendo da ciò che hai sotto mano. Ma senza lasciare indietro nessuno. E al tempo stesso affermando che non c'è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto c'è di giusto in Italia.

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Intervista a Ermete Realacci «La sfida è non lasciare indietro nessuno» - Antonio Maria Mira | Avvenire

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