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Alla Biennale di Architettura di Venezia va in scena l’Italia. Il nostro Paese, infatti, è protagonista di Monditalia, installazioni e incontri alle Corderie dell’Arsenale che lo raccontano in modo corale, multidisciplinare, polifonico [qui l’intervista del curatore Ippolito Pestellini Laparelli su Domus]. Anche Symbola partecipa a questo racconto. Siamo infatti partner di due Weekend Specials. 

State of exception, dal 22 al 24 agosto: curato dallo studio fermano  Spacelab Architects di Luca Silenzi  e Zoè Monterubbiano, è un “simposio/workshop della durata di tre giorni che approfondirà il tema del rapporto del’Italia con il suo patrimonio storico, culturale e paesaggistico unici al mondo. Un rapporto singolare che vede da un lato la completa disattenzione per tutto ciò che avviene al di fuori dei regimi di tutela, mentre dall’altro un immobilismo esasperato, ai limiti dell’integralismo, all’interno delle enclave della conservazione, con edifici e centri storici inutilmente ed inesorabilmente mummificati. Mentre alcune opere eccezionali sono nate, malgrado tutto, proprio in deroga a tutte le norme in vigore”. 

E Architecture in Translation. The mediation of Social and Urban Spaces, dal 27 al 29 settembre, curato da Manuel Orazi e Siri Nergaard, per riflettere sul ruolo della traduzione: come viaggiano gli stili, le tradizioni, le convenzioni architettoniche attraverso le culture?, cosa rende non traslitterabili alcuni caratteri architettonici?  
 
Ovviamente, da non perdere.
 

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