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La cultura italiana dalle mille facce accelera lo sviluppo L'attrattività. Confermato il record mondiale di siti riconosciuti patrimonio dell'umanità. Sempre più dirompente l'impatto del digitale nei settori creativi Nicola Barone ei numeri di un patrimonio culturale straordinariamente ricco sta tutta l'unicità italiana, fatta di bellezza tangibile del paesaggio, di tradizioni secolari, di genio. Questi asset intangibili creano valore tangibile e sono leva di sviluppo. Anche di questo tema si parlerà al Festival dell'economia di Trento, dal 23 al 26 maggio. Si partirà dai numeri, che attestano come l'Italia abbia saldamente nelle mani il primato dei giacimenti culturali patrimonio mondiale dell'Unesco (l'agenzia delle Nazioni Unite che contribuisce alla costruzione della pace attraverso la cooperazione internazionale in materia di istruzione, scienza e cultura) con 59 beni iscritti e 32 in lista di attesa. Non solo. Già all'attivo è il riconoscimento di 20 riserve della biosfera, ugeoparchi e i8 patrimoni culturali immateriali, più uno iscritto nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia. Mentre in corso di valutazione si trova ora la cucina italiana, unica candidatura per il ciclo 2024-2025, dopo l'ingresso nella lista del canto lirico. Il dossier presentato all'organo di esperti (in passato presieduto dall'italiano Pier Luigi Petrillo ed ora con al vertice un ugandese) racconta come la pratica della cucina sia un elemento quotidiano, un modo di prendersi cura di sé e degli altri, ma anche di ricordare le proprie origini. Le aspettative nel Governo per un assenso da parte dell'Unesco appaiono fondate, alla luce della solidità tecnica della proposta. «L'Italia è una superpotenza culturale, nel senso che noi disponiamo del più grande e del più immenso patrimonio artistico culturale al mondo, ma a questo va coniugata anche l'immaterialità. Quell'insieme di tradizioni, di capacità, di artigianalità, di manualità che si tramanda di generazione in generazione», ha tenuto a rimarcare di recente il ministro Gennaro Sangiuliano (che sarà presente al Festival di Trento), per il quale senza dubbio la cucina «fa parte del sistema della bellezza della nostra nazione». L'interesse verso la cultura, la creatività e la bellezza muove cifre di rilievo. Stando al Rapporto annuale di Fondazione Symbola e Unioncamere vale 95,5 miliardi di euro il sistema produttivo culturale e creativo (2022), ovvero il 5,6% del valore aggiunto italiano, attivando 271,9 miliardi di euro. Il settore culturale offre lavoro a quasi un milione e mezzo di persone (5,8% dell'occupazione) con Milano prima per incidenza della filiera in termini di valore aggiunto e occupazione e la Lombardia prima. Se tanto basta a dire realizzate le prospettive del comparto, in ambiti diversificati e territorialmente diseguali, è altro discorso. Le evidenze dimostrano - e verranno portati dati ad hoc in un panel dedicato - la maggiore reattività economica e capacità di creazione del valore dei beni storici e culturali, anche in senso lato, più rappresentativi del Paese, ed è proprio il caso di quelli tutelati dall'Unesco. Con un unico assunto di base: che la cultura è sempre, immancabilmente, occasione di sviluppo socio-economico del nostro Paese. Di stretta attualità è poi il dibattito circa l'impatto dell'intelligenza artificiale nei settori culturali e creativi. Pochi giorni fa il Governo ha illustrato in sede europea i principi del disegno di legge sull'intelligenza artificiale, varato di recente dall'Esecutivo, che anticipa il regolamento Ue apportando modifiche in tema di tutela del diritto d'autore. Gli sviluppi su questo fronte si annunciano portentosi, ma non senza conseguenze per gli operatori. Come ribadito a Bruxelles, deve essere sempre l'essere umano il dominus e il regista dei processi creativi. Anche e soprattutto quelli di carattere culturale. Patrimonio Unesco, beni immateriali e ricadute sul territorio I protagonisti Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, Irene Bongiovanni, Presidente Confcooperative Cultura Turismo Sport, Roberto Failoni, assessore all'artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca Provincia autonoma di Trento, Sara Farnetti, specialista medicina interna, Pier Luigi Petrillo, Università Luiss Guido Carli, Nicola Barone, Il Sole 24 Ore.

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