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Un buon futuro per l’Europa e per l’euro. E una prospettiva di sviluppo sostenibile, che sappia affrontare le grandi questioni dei rischi ambientali e delle diseguaglianze sociali. La green economy è un cardine essenziale del “cambio di paradigma” e della “metamorfosi” d’impresa necessari per il rilancio dell’economia di mercato e, più in generale, per la democrazia liberale. E proprio in quest’apertura degli Anni Venti del nuovo millennio, i temi della grande trasformazione e del Green New Deal si ritrovano al centro di dibattiti accesi e originali che coinvolgono i luoghi degli appuntamenti tradizionali delle élite del mondo, come il World Economic Forum di Davos e la Basilica dei frati francescani per il “ Manifesto di Assisi ” ispirato all’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, gli uffici della Commissione Ue a Bruxelles e quelli della Bce a Francoforte (impegnata ad affrontare il rischi del cosiddetto “cigno verde”, l’evento sconvolgente che turba i mercati), i palazzi della grande finanza come il fondo di investimenti BlackRock a New York e le fabbriche delle piccole e medie imprese italiane nel “nuovo triangolo industriale” tra la Lombardia, il Nord Est e l’Emilia Romagna, le aule di prestigiose università tra Usa ed Europa e le piazze affollate dai movimenti ecologisti che hanno individuato come proprio simbolo Greta Thunberg.

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La svolta della green economy e le prospettive di futuro sostenibile per l'Europa e per l'euro - Antonio Calabrò | Huffingtonpost.it

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