L'arte, patrimonio anche economico per settant'anni l'Italia si è raccontata come un Paese p povero e indebitato, con un debito ubblico di 2.900 miliardi di euro e un patrimonio netto negativo. È una bugia contabile. Il bilancio dello Stato italiano, redatto con criteri da ragioneria del XIX secolo, registra solo il passivo e nasconde l'attivo più grande del mondo. Il patrimonio culturale, storico, artistico e paesaggistico italiano, secondo le stime più prudenti del Ministero della Cultura, dell'Unesco e di studi Deloitte e Symbola, vale almeno 1.000 miliardi di euro se valutato a valore di mercato assicurativo e di riproduzione. Solo il Colosseo, gli Uffizi, Pompei, il centro storico di Venezia e Firenze, i 58 siti Unesco, le 4.500 aree archeologiche e le 5.000 chiese monumentali, se fossero di un fondo privato, sarebbero valutati oltre quella cifra. Oggi questo valore a bilancio è a zero. E come se una famiglia avesse una casa di proprietà da un milione di euro ma in banca dichiarasse solo il mutuo. Inserire 1.000 miliardi ali' attivo patrimoniale dello Stato trasforma immediatamente l'analisi di sostenibilità. Il rapporto non è più Debito/PIL 140%, ma Debito/(PIL+Patrimonio). L'Italia passa da Paese più indebitato a Paese patrimonialmente più solido d'Europa, davanti alla Germania, che non possiede un patrimonio storico comparabile. Solvibilità reale: le agenzie di rating Standard & Poorls, Moody's, Fitch valutano la capacità di ripagare il debito in caso di stress. Un Paese che ha un attivo tangibile, unico, non delocalizzabile e non replicabile di 1.000 miliardi offre una garanzia reale ai creditori. Non è un asset finanziario volatile, è un bene rifugio che aumenta di valore nel tempo. Lo spread BTP-Bund è il prezzo della paura dell'insolvenza. Se il mercato legge nel bilancio statale che l'Italia ha 1.000 miliardi implicito, il rischio di default percepito crolla. L'esperienza lo dimostra: ando nel 2022 la Grecia ha rivalut quato il patrimonio demaniale, il suo spread è sceso di 40 punti in tre mesi. Per l'Italia, una riduzione di 100 punti base sullo spread significa 29 miliardi di risparmio all'anno in interessi. Con 150 punti base di risparmio, in dieci anni si ripaga quasi 400 miliardi di euro. Le agenzie non giudicano solo i flussi, giudicano gli stock. L'Italia oggi è BBB perche ha solo flussi (PIL) e debiti. Iscrivendo l'attivo storico: migliora il criterio "Fiscal Strength" di Moody's; migliora il criterio "Debt and asset position" di S&P; si sblocca il vincolo del "debt affordability". Un upgrade da BBB a A- comporta automaticamente l'ingresso di fondi pensione e sovrani che per statuto non possono comprare BBB, abbassando ulteriormente i rendimenti e creando un circolo virtuoso. Non si tratta di vendere il Colosseo. Si tratta di fare quello che fanno tutte le grandi società quotate: iscrivere a bilancio il valore del proprio marchio e deipropri asset intangibili e materiali. L'Italia è il brand più forte del mondo. Sarebbe ora che la politica e la contabilità pubblica riconosca, anche in linea con il trend dell'Unione Europea, l'importanza di questo asset.







