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Le imprese ci raccontano presente e futuro green. Buone pratiche di design sostenibile a cura di Tamara Bianchini e Murielle Bortolotto ha collaborato Paola Maraone Nel settore del design sono in continuo aumento le imprese che scelgono modelli sostenibili: in Italia, negli ultimi quattro anni i mobili realizzati con materie prime provenienti da fonti responsabili sono cresciute del 56%, come testimoniano i dati delle certificazioni FSC nel settore `furniture'. In parallelo, lo raccontano le aziende le cui storie sono raccolte in queste pagine. Orgogliose delle proprie radici, come dello sguardo orientato al futuro, attente al modello di business come alle esigenze delle persone. Per un design che da 'human-centred' si fa life-centred': verso una vera transizione verde Un tema che risulta familiare a 4 persone su 5, dicono le ricerche demoscopiche: i cittadini sono sempre più informati sulla sostenibilità e quindi più disponibili a mettere in discussione abitudini consolidate, vecchi stili di vita e modelli di consumo. Il nuovo report annuale di Symbola, la Fondazione per le qualità italiane, evidenzia come si stiano aprendo "grandi spazi per un contributo del design all'esplorazione di nuove idee, per risolvere nodi posti dal contesto economico e sociale", aiutandoci "a comprendere a fondo gli impatti delle attività umane sugli ecosistemi e a progettare nuovi rimedi e soluzioni". Dal 2017 il Rapporto Design Economy promosso da Fondazione Symbola, DeloittePrivate, Polidesign, in collaborazione con ADI, Circolo del Design, Comieco, AlmaLaurea e Cuid racconta "con visioni e numeri i nostri talenti nel campo nel design" monitorando il ruolo del settore nelle trasformazioni in atto. E nella guida delle prossime pagine, noi di Elle Decor ci impegniamo, per il quarto anno consecutivo, a mettere in luce queste eccellenze. Abbiamo individuato 19 aziende, tra quelle che hanno cominciato di recente un convincente percorso verso la sostenibilità e l'ecodesign e quelle che portano avanti il tema da anni, ma proprio in questo 2023 hanno aggiunto un tassello significativo alle proprie buone pratiche. Che, per inciso, sono diventate anche 'belle'. L'esperto Carlo Bagnoli, direttore della School of Management di Ca' Foscari Challenge School e fondatore e direttore scientifico di SIM Strategy Innovation Master, non ha esitazioni: "Ormai, l'innovazione è il mezzo e la sostenibilità è il fine. Il profitto? E un'esternalità positiva. Lo fai quando dimostri di essere sostenibile". In più, sottolinea, coniugando all'anima green anche l'estetica. "Nel 2007, a un evento, un imprenditore e designer visionario disse pubblicamente che le cucine prodotte dalla sua azienda oltre che ecologiche erano anche bellissime", ricorda Bagnoli. "Sulle prime non capii il nesso tra i due aspetti e gliene chiesi conto. Lui mi spiegò: 'Be', se sono anche belle durano una vita: nessuno desidererà cambiarle'. All'epoca lo trovai sorprendente, perché 196 ELLE DECOR l'idea dominante era che il design green dovesse sacrificare la bellezza per perseguire uno scopo più elevato". In realtà, molto è cambiato nel giro di pochi anni e se, prima un progetto sostenibile non era necessariamente bello, ora l'aderenza a principi eco viaggia di pari passo con la qualità del design. E tutto questo influisce anche sulla vita di un prodotto. "Un design più attraente ci scoraggia dall'abbandonarlo: ecco allora che l'estetica non è semplicemente un 'di più'. Sia in natura che in cultura, forma e aspetto possono influenzare largamente il successo e la sopravvivenza, a tutti i livelli". Questi fattori, continua Bagnoli, influiscono sullo slancio con cui un'azienda decide di affrontare la via della sostenibilità, innescando un processo collettivo: "Una volta individuato un obiettivo come buono, cominciamo a comportarci di conseguenza". Un 'effetto-contagio' certamente positivo e molto rapido: secondo Symbola, in Italia che in Europa è il Paese con il maggior numero di imprese attive nell'ambito del design 1'86,9% dei progettisti dichiara di avere competenze in ambito ambientale. Per un'impresa su due, la sostenibilità è fra le tre priorità dell'anno; 1'87,4% degli intervistati sottolinea l'importanza dell'integrazione di questo aspetto nella progettazione, con particolare enfasi su durabilità (19,8%), riciclo (17,2%) e disassemblaggio (13,9%). "A partire dal progetto, si possono poi educare i consumatori verso una sostenibilità sociale oltre che ambientale", dice Bagnoli. "E per farlo occorre allargare lo sguardo. Ricordandoci che anche badare alla qualità dell'aria nelle case e negli uffici, dove trascorriamo il 90% del tempo, significa occuparsi di sostenibilità. E che ogni volta che arrediamo noi 'coltiviamo' lo spazio. Rendendolo un luogo". L'Italia, dicono i dati, è in gole position verso un life-centred (dunque non solo human-centred) design e una vera transizione verde: "Del resto design deriva dal latino designare, dare significato", conclude Bagnoli. "E noi siamo un Paese da sempre capace di significati alti, culturalmente e socialmente portati per questo. Ma una volta tanto dobbiamo assumerci il ruolo di essere leader e non follower".

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Le imprese ci raccontano presente e futuro pratiche di green. Buone pratiche di design sostenibile | Elle

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