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È di pochi mesi fa la notizia, che ha fatto il giro del mondo, della realizzazione di un modello di wormhole in grafene che, risolvendo la cosiddetta equazione ponte di Einstein-Rosen, apre una prospettiva reale all'esistenza e al futuro impiego dei cunicoli spazio-temporali. Protagonista di questa scoperta? Verrebbero alla mente altri nomi, ma siamo in Italia, nel sud, e la protagonista è l'Università Federico II di Napoli. Fantascienza? Non lo sappiamo ancora; quello che sappiamo è che l'Italia, in questo come in molti passaggi della storia e dell'innovazione, in qualche modo è sempre presente. Lo è stata, per esempio, nel recente Nobel per la Fisica assegnato a tre noti scienziati statunitensi - Rainer Weiss, Kip Thorne e Barry Barish - per il loro fondamentale contributo alla scoperta delle onde gravitazionali. in campo medico, restando solo all'ultimo anno, ricercatori italiani hanno prodotto la prima descrizione di un meccanismo biologico la cui inibizione è in grado di bloccare la crescita tumorale, o la prima cura al mondo per la leucemia, o la prima osservazione in diretta delle cellule del sistema immunitario. La lista, fidatevi, sarebbe veramente lunga.

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