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Tenere insieme una tradizione artigianale nata nel Cinquecento e i social network. Oltre alla straordinaria qualità del suo lavoro, infatti, a caratterizzare l’attività di Stefano Trabucchi, maestro liutaio di Cremona, è la fortuna avuta sui social. Un video in cui sagoma con uno scalpello gli zocchetti di un violoncello (i punti di ancoraggio di tavola e fondo) è stato visto da oltre due milioni di persone. Un video della lavorazione delle “effe” di un violoncello ha raggiunto l’impensabile platea di quasi sette milioni di utenti. Il maestro Stefano Trabucchi nasce in una famiglia di musicisti e si appassiona da piccolissimo al violino e alla liuteria. A soli 14 anni frequenta la scuola internazionale di liuteria “A. Stradivari”, dove si diplomato a pieni voti. Apprende i segreti del mestiere nella bottega del Maestro Nolli, e nel 1992, con l’obiettivo della rivalutazione del patrimonio liutario cremonese, apre la sua bottega nel pieno centro della cittadina, di fianco al nuovo Museo del Violino. Ispirato principalmente dalla tradizione stradivariana si specializza nella costruzione del quartetto classico: violino, viola, violoncello. Questo non lo distoglie dalla costruzione di strumenti barocchi, tra i quali viole d’amore e una pochette costruita direttamente sul modello Stradivari del Museo del Violino. La produzione artigianale della liuteria, grazie anche alla collaborazione dell’assistente Mario Capelli, è di circa una quindicina di strumenti l’anno. Oggetti d’arte apprezzati non solo in Italia ma in tutto il mondo, soprattutto USA, Giappone e Germania.

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