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Dopo aver speso milioni nel rendere più efficienti (e meno inquinanti) i motori diesel e benzina, il comparto dell'automobile si ritrova punto e a capo. Il mercato vuole prodotti diversi, ma l'efficienza green ha bisogno di tecnologia e risorse. «Il gruppo Mercedes punta molto sull'elettrico, ma il rischio - fa notare Paolo Streparava, ad dell'omonimo gruppo di Adro attivo nel settore automotive - è che i costruttori scarichino su noi componentisti tutto l'onere dell'innovazione». Una preoccupazione che attraversa tutto il salone Vanvitelliano di Brescia, che ieri mattina ha visto riuniti imprenditori e dirigenti d'azienda: il dibattito ha aperto i lavori della Mille Miglia Green, l'evento che usa lo storico brand delle auto d'epoca per realizzare una corsa parallela con veicoli elettrici, ibridi o a idrogeno. Ieri sera infatti, poco prima delle otto, è partita la gara cittadina (5 chilometri il tracciato) nelle strade di Brescia. E stamane si parte alla volta della Franciacorta e di Milano. Un pretesto, quello della Mille Miglia Green, che serve per discutere di mobilità e futuro. Cresce nel mondo una «grande richiesta sociale di sostenibilità», come nota anche Paolo Scudieri, ad di Adler e presidente dell'Anfia, l'Associazione di filiera dell'industria automobilistica. E con le idee cambiano anche le leggi, non certo indolore. È grazie a Bruxelles che oggi si impongono delle «accelerazioni normative» sulla riduzione di CO2 e PM1o che l'attuale tecnologia non soddisfa appieno. Bisogna quindi investire in innovazione.

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Mille Miglia effetto green. Così l'elettrico fa discutere - Matteo Trebeschi | Corriere della Sera Brescia

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