C’è un laboratorio italiano tra i partner del progetto che in Palestina vuole costruire tessuti urbani sostenibili in contesti caratterizzati da un vasto patrimonio storico architettonico. Si tratta del DAda Lab – Drawing Architecture Document Action, al servizio di questa causa con il suo elevato know-how tecnologico in materia di modellazione tridimensionale. Il laboratorio dell’Università di Pavia, nato per occuparsi di formazione, ricerca e trasferimento delle conoscenze applicate al mondo degli edifici di alto valore storico, si avvale di moderne tecnologie - laser scanner e stampe 3D, banche dati digitali e sistemi di realtà aumentata - oltre a partner come le Università di Valencia e Granada (Spagna) e quella polacca di Gdańsk.
Tra i lavori che hanno visto protagonista il DAda Lab, il progetto Betlemme SMART City prendeva avvio nel 2021 per programmare uno sviluppo urbano sostenibile nell’area di Betlemme, integrato al ricco patrimonio storico di quel territorio. Tra le azioni previste: lo sviluppo di una banca dati 3D degli edifici di Betlemme, la creazione di un sistema di sensori smart per la raccolta dati sul consumo energetico e una rete di illuminazione intelligente a basso consumo alimentata da fonti rinnovabili. Il tutto progettato per integrare le specificità dell’architettura urbana con nuovi spazi museali smart e reti culturali per la promozione del turismo sostenibile. Le attività sono state rimodulate dalla fine del 2023 a causa dell’acuirsi del conflitto israelo-palestinese, prevedendo il raggiungimento di alcuni obiettivi di progetto nel prossimo futuro.
