Le cave e la lavorazione della pietra rivestono da sempre un ruolo cruciale per l’economia e la cultura di Crodo (VB). Durante le attività di estrazione e trasformazione, una buona parte della materia viene scartata perché irregolare e quindi di difficile lavorazione. Pietre Trovanti capovolge questa visione e reinterpreta la materia, trovando proprio nella sua imperfezione quei tratti di unicità e trasformando le pietre di scarto in manufatti di arte e design. Da un’economia circolare intesa non più solamente come principio di sostenibilità, ma anche come concetto capace di sprigionare bellezza, nascono collezioni come Erranti, pezzi non riproducibili, che vengono rispettati nella loro integrità o leggermente modificati, o Trovanti, pezzi che nascono proprio dalle forme che assume la roccia scartata in seguito a una lavorazione. Il porta foglie Crisalide, ad esempio, è un pezzo della collezione Trovanti in marmo palissandro ottenuto da ciò che rimane estraendo la mezzaluna da due cilindri, mentre Alvise è un portauova in eclisseo silver black, ottenuto da cilindri di granito provenienti da blocchi fratturati. Adam, invece, è una collezione di pezzi realizzati col fango, una miscela di polveri di scarto e acqua di montagna, tra cui Atlante, elemento scultoreo prodotto colando l’impasto in uno stampo realizzato a mano e rifinito con sabbia. Lavorare su pietre di scarto richiede una perizia artigianale unica, ma il risultato estetico è senza pari. Non a caso architetti, artisti e designer di tutto il mondo collaborano con Pietre Trovanti.









