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‘Soft Economy: quante divisioni ha la qualità italiana?’ è il titolo del convegno organizzato da Symbola- Fondazione per le qualità italiane, con la collaborazione della Provincia di Firenze e il patrocinio del Comune di Firenze, che vedrà riuniti il 14 gennaio 2006 a Firenze (Palazzo Medici Riccardi - Sala Luca Giordano) numerosi esponenti dell’imprenditoria, delle istituzioni, dell’associazionismo e della ricerca scientifica.
Il futuro dell’economia italiana, secondo Symbola, si gioca su due fronti: da una parte l’innovazione, la ricerca e le nuove tecnologie; dall’altra il recupero della nostra identità fatta di paesaggi unici, prodotti tipici, saperi tradizionali, creatività e patrimonio storico-culturale. E’ qui che il nuovo ‘made in Italy’ affonda le sue radici e la soft economy, rinnovando la vocazione italiana alla qualità, ne è l’incarnazione. Ma se la qualità, è la via da seguire, qual è il suo peso nell’economia italiana? Quanto contribuisce alla ricchezza del paese? Come arrivare a farne la chiave di volta del nostro sviluppo? Questi i temi principali del seminario presieduto da Alessandro Profumo, Amministratore Delegato Unicredito Italiano e Presidente Forum Symbola, al quale parteciperanno tra gli altri Ermete Realacci, Presidente Symbola e deputato della Margherita, Domenico De Masi, Presidente Comitato Scientifico Symbola, Diego Della Valle, Presidente TOD’S Spa, Carlo De Benedetti, Presidente CIR Group, Anna Maria Artoni, Presidente Confindustria Emilia Romagna, Giuseppe Mussari, Monte dei Paschi di Siena, Francesco Ferrante, Direttore Generale Legambiente, Franco Pasquali, Segretario Generale, Carlo Sangalli, Presidente Unioncamere, Raffaello Vignali, Presidente Compagnia delle Opere, Livio Barnabó, Amministratore Delegato PEGroup, Aldo Bonomi, Direttore Consorzio Aaster, Luigi Campiglio, Pro-Rettore Università Cattolica del sacro Cuore di Milano, Vito Di Bari, docente di progettazione e gestione dell’innovazione Politecnico di Milano.
“Abbiamo deciso di aderire al progetto della Fondazione Symbola e organizzare la convention sulle qualità italiane -dichiara Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze - per lanciare un messaggio di speranza, perché crediamo che puntare sulla qualità sia la sfida e la scommessa per il futuro. Chiudiamo un 2005 difficile, segnato da molti problemi sotto il profilo economico e sociale; tuttavia siamo convinti che l’azione politica e amministrativa per lo sviluppo economico debba rivolgersi alla valorizzazione del nostro patrimonio, delle nostre eccellenze e tipicità.
Anche per questo come Provincia di Firenze abbiamo cercato di aggiungere al normale lavoro di questa Amministrazione un’occasione di dialogo e di approfondimento sulla qualità, un’opportunità d’incontro con alcune realtà che su tutto il territorio nazionale alimentano la speranza”.
Il seminario si inserisce nella cornice della prima Convention di Symbola: due giorni, 13 e 14 gennaio, dedicati alla Fondazione e ai suoi aderenti “A meno di un anno dalla nascita della fondazione- dichiara Fabio Renzi, segretario Generale di Symbola- la convention diventa un appuntamento centrale per la qualità italiana: per mettere in comune idee ed esperienze e fare della qualità un progetto comune. Di questo progetto in pochi mesi Symbola è diventato un punto di riferimento, luogo di incontro per tutti i soggetti, le imprese, gli enti e le associazioni che si riconoscono nei valori della Soft Economy, la nuova espressione del ‘made in Italy’, che punta all’eccellenza mettendo insieme l’elettronica avanzata e la qualità dei paesaggi, l’innovazione e il patrimonio storico, i centri di ricerca e i prodotti tipici”.

 

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Soft Economy: quante divisioni ha la qualità italiana
Soft Economy: quante divisioni ha la qualità italiana

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Le Giornate FAI di Primavera sono un esempio bello ed efficace di quanto può fare la società civile organizzata per il nostro Paese. Il patrimonio storico-culturale italiano, la natura, la bellezza sono tratti importanti della nostra identità e sono fondamentali anche per la coesione delle comunità e per la forza e attrattività di larga parte della nostra economia.

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