Lo studio di Fondazione Symbola: trainano industria, finanza ma anche le arti
Primo posto nazionale per imprese che fanno eco-investimenti: sono 102.730
di Simona Ballatore
MILANO
Prima regione in Italia per imprese, occupazione e valore aggiunto. Seconda regione in Unione Europea per valore aggiunto nell'industria e sul podio europeo anche per manifattura, commercio, trasporto e accoglienza, attività finanziarie e assicurative, attività immobiliari, attività professionali, scientifiche e tecniche e pure attività artistiche, sportive e intrattenimento. L'elenco è lungo. «E ci racconta che la Lombardia non solo è la locomotiva del Paese ma anche uno dei quattro motori d'Europa», sottolinea Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, che oggi presenterà lo studio “I talenti della Lombardia” promosso da Fondazione Symbola in collaborazione con Fondazione Cariplo e con la partnership di PoliS Lombardia.
Sotto la lente il ruolo della regione in Europa: se si guarda il totale delle attività, al primo posto figura l’Ile de France, seguita a ruota dalla Lombardia, che si lascia alle spalle Oberbayern, Eastern and Midland e Comunidad de Madrid.
Inquadrando la variazione degli occupati nei diversi settori tra il 2021 e il 2024 la regione cresce di 4,7 punti percentuali. Con una punta dell’11,1% nei servizi di informazione e comunicazione e del 2,6% nelle costruzioni.
L’export lombardo vale 164,1 miliardi di euro, il 66,1% è destinato a Paesi europei. I principali Paesi di esportazione sono Germania (per 19,1 miliardi), Francia (14,8), Stati Uniti (14,2), Spagna (11) e Svizzera (10,9).
«Il cuore dello studio conferma un dato fondamentale in questo momento storico, con la guerra in corso tra Iran, Stati Uniti e Israele e la crisi energetica – commenta Realacci –: le imprese che investono nella green economy, nella cultura e nella coesione vanno meglio, sono più competitive, esportano di più e creano più posti di lavoro».
In questo scenario, la Lombardia è la prima regione italiana per numero di imprese che effettuano eco-investimenti (102.730, pari al 18% del totale nazionale) e per contratti stipulati a green jobs (424.410).
Le imprese coesive rappresentano il 25% del totale nazionale, a Bergamo sono il 51,8% delle imprese della provincia, a Brescia il 48,3%.
Il sistema produttivo culturale e creativo lombardo vale 33,1 miliardi di euro di valore aggiunto, con 378.286 occupati. Milano è la prima provincia lombarda per valore aggiunto e occupazione della regione.
I dati confermano anche la concentrazione delle attività legate al design in Lombardia (da cui deriva il 33,4% del valore aggiunto complessivo del comparto e il 28,7% dell’occupazione complessiva) e anche l’attrattività degli istituti e delle università che hanno attivato corsi di design.
La Lombardia è seconda in Italia per numero di imprese nell’audiovisivo e nella musica; prima per imprese che si occupano di software, giochi, videogames e si conferma capitale dell’editoria.
«In un Paese criptodepresso, capace di vedere i nostri mali senza affrontarli, siamo incapaci di vedere i punti di forza, e invece dobbiamo imparare a valorizzarli. È lombarda (di Cremona) la più grande acciaieria al mondo che azzera l’emissione di CO2, la Lombardia è la capitale europea del design che significa non solo estetica ma produrre cose che hanno più valore utilizzando la materia grigia, l’intelligenza umana. Deve essere sempre di più locomotiva nella transizione verde», conclude Realacci.







