Per molte imprese, oggi, la sfida non è solo innovare, ma trovare le competenze per farlo. L’automazione e la robotica sono sempre più centrali per la competitività, ma la carenza di figure tecniche specializzate può rappresentare un collo di bottiglia. Un problema che rischiava di diventare molto serio per SPM, Società Benefit attiva in diversi settori – dall’automotive agli sport invernali e al fashion, fino all’automazione industriale – che opera in un territorio dove la domanda di queste professionalità è elevata e l’offerta ancora insufficiente.
La sede di SPM si trova nel Varesotto, un nodo nevralgico della manifattura in Lombardia: nel raggio di pochi chilometri in quest’area industriale si concentrano varie imprese che utilizzano o sviluppano sistemi di automazione robotica, mentre la vicinanza con la Svizzera aumenta ulteriormente la competizione per le risorse umane, in un bacino limitato. Una situazione difficile da sostenere, che ha spinto SPM a cambiare approccio: invece di entrare in concorrenza con le altre aziende per intercettare le poche competenze esistenti sul mercato, ha rafforzato la sua relazione con scuole tecniche ed enti di formazione per crearne di nuove.
È nato così il Corso IFTS in Automazione e Robotica, con il supporto di ITS Incom e il coinvolgimento di Confindustria e altre realtà attive nel territorio. Un progetto costruito insieme, in cui SPM ha partecipato attivamente alla definizione dei contenuti formativi. Grazie alla coesione la didattica non è più generica e teorica, ma costruita sulle esigenze concrete di SPM e delle altre aziende coinvolte. La componente pratica nelle 1.000 ore di formazione è centrale: solo il 20% è dedicato all’insegnamento teorico, mentre per il restante 80% il percorso viene svolto direttamente in azienda e gli studenti si confrontano con le casistiche che incontreranno nel loro lavoro quotidiano.
Un approccio che consente di acquisire competenze tecniche specifiche – dalla programmazione di PLC e interfacce HMI allo sviluppo software per robot, fino alla gestione e manutenzione di sistemi automatizzati – arrivando a comprendere e intervenire su processi complessi come la configurazione delle architetture di controllo e la diagnostica delle macchine. Al termine del corso, gli studenti sono già pronti a lavorare in SPM, come dimostrato dalle diverse assunzioni già avvenute tra i circa 20 giovani formati nelle due prime edizioni.
Aver ridotto il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è stato per SPM un reale vantaggio competitivo: poter contare su tecnici formati secondo le proprie esigenze, ha abbassato tempi e costi di inserimento e aumentato l’efficienza produttiva. Ma i benefici della coesione non si fermano all’impresa. Per gli enti formativi, collaborare con aziende che operano su tecnologie avanzate ha significato aggiornare e rendere più efficace e attrattiva l’offerta didattica, intercettando i fabbisogni reali del territorio.
Lo stesso modello coesivo – in un’ottica più ampia – è stato applicato da SPM alle collaborazioni con il sistema scolastico, in particolare attraverso l’adesione al Patto Educativo di Comunità di Green School. In questo caso SPM ha affidato agli studenti casi studio reali, ad esempio legati al tema della sostenibilità dei processi produttivi, fornendo loro materiali e informazioni per proporre soluzioni.
Attraverso visite aziendali e attività di orientamento, gli studenti entrano in contatto diretto con il mondo del lavoro e acquisiscono maggiore consapevolezza sulle opportunità professionali. Per SPM, ciò significa accrescere la propria visibilità e costruire nel tempo un legame con le nuove generazioni, rispondendo al mandato di generare un impatto positivo su società e ambiente, come previsto dallo status di società benefit.
La coesione tra SPM e il sistema della formazione dimostra come sia possibile trasformare un limite – la scarsità di competenze – in un’opportunità competitiva. Da un lato l’azienda rafforza il proprio know-how, dall’altro si avvantaggia nei confronti dei competitor perché acquisisce lavoratori più competenti e formati sulle necessità specifiche dell’impresa, mentre scuole e enti formativi migliorano la qualità dell’offerta e aumentano le opportunità di occupazione per gli studenti. Uno scenario dove tutti vincono e che difficilmente sarebbe stato raggiunto agendo separatamente.









