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La storia del maglificio AR-VA è una storia della qualità. Un’azienda tessile che ha sempre fatto le cose per bene e che ha resistito al recente attacco del mercato piu aggressivo: quello Cinese. Symbola, la Fondazione delle qualità italiane le da il benvenuto, come protagonista della soft economy.
“Symbola – sottolinea il segretario generale della Fondazione, Fabio Renzi - vuole affermare la soft-economy, un’economia in grado di coniugare coesione sociale e competività , nuove tecnologie e tradizione e di trarre forza dalle comunità e dai luoghi, con grande responsabilità sociale e rispetto dell’ambiente. Symbola e’ un tavolo permanente di discussione e confronto, per le realtà italiane che fanno con la qualità il successo del made in Italy, proprio come AR-VA”
E’ da pi» di cinquant’anni che i telai del Maglificio AR-VA lavorano incessantemente per realizzare maglieria con pregiati filati in cachemire e seta. Una lunga avventura imprenditoriale che affonda le sue radici nel lontano 1948 Gian Carlo Mazzanti, quando a guerra conclusa, decide di lasciare il suo vecchio lavoro di impiegato all’ Innocenti, per intraprendere una strada nuova. Uno spirito di avventura, il suo, in perfetta sintonia con quello dell’epoca. In questo nuovo “corso” viene aiutato dalla moglie Nanda Minoli, figlia di un importante grossista di Gallarate. Saranno proprio i piccoli lavori di maglia che Nanda realizzava per i suoi due figli durante la guerra ad ispirare al marito l’idea di avviare una maglificio per bambini. Negli anni 70 gli subentra la figlia Maria Cristina .
Sono gli anni della grande crescita e della conquista dei mercati internazionali: Germania, Giappone e Stati Uniti. I volumi delle esportazioni crescono al punto che ormai la produzione del maglificio è per il 70% rivolta all’estero. Una tendenza, questa, che rimarrà pi» o meno costante fino agli inizi del 2001. Da quel momento, perù, l’impresa comincia a risentire della concorrenza dei mercati asiatici che ha messo in ginocchio l’intero settore. Ma AR-VA non getta la spugna. Per contrastare l’andamento negativo, l’azienda decide di rispolverare l’idea avuta tanto tempo fa da Giancarlo Mazzanti: affiancare alla produzione per i grandi marchi – Loro piana, Trussardi, Missoni - la strategia della commercializzazione diretta. Nel 2004 viene aperto a Milano, in corso Como, un negozio – show room per il ricevimento dei clienti. Ma soprattutto AR-VA incrementa la ricerca e nell’affermazione della qualità dei suoi prodotti. Qualità sempre diversa attraverso le nuove tecnologie , ma con forti radici nel passato come tutti i protagonisti di Symbola. Una strategia che si rivela vincente.
Tra le realtà di successo che sostengono Symbola già troviamo: Alessandro Profumo - Unicredit e presidente del Forum delle imprese, Domenico De Masi – sociologo e presidente del Comitato Scientifico, Fabio Renzi - segretario generale e poi tra i promotori: Carlo de Benedetti- Presidente Cir Group, Diego Della Valle- Presidente Tod’s, Walter Veltroni- Sindaco Di Roma, Annamaria Artoni- Presidente Confindustria Emilia Romagna, Franco Pasquali- Coldiretti, Carlo Puri Negri -Pirelli Real Estate e tanti altri che credono nell’Italia di qualità.

 

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Symbola da il benventuto al maglificio AR-VA
Symbola da il benventuto al maglificio AR-VA

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Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI in collaborazione con Comieco, AlmaLaurea, CUID, con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno presentato oggi i risultati del report “Design Economy 2024”, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza del valore del design per la competitività del sistema produttivo nazionale. Hanno presentato il rapporto presso l’ADI Design Museum di Milano, Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader Italia; Luciano Galimberti, presidente ADI; Cabirio Cautela, CEO POLI.design; Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola; Antonio Grillo, design director Tangity Design Studio - NTT Data; Maria Porro, presidente Salone del Mobile; Marco Maria Pedrazzo, designer manager; Susanna Sancassani, managing director METID - Politecnico di Milano; Francesco Zurlo, preside della Scuola del design Politecnico di Milano; Lorenzo Bono, responsabile Ricerca e sviluppo Comieco; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e Made in Italy.

Il rapporto “Il valore dell'abitare. La sfida della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano” promosso da CRESME, Fondazione Symbola, Assimpredil Ance e European Climate Foundation è stato presentato oggi da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Regina De Albertis, presidente Assimpredil Ance; Lorenzo Bellicini, direttore CRESME; Virginio Trivella, consigliere Delegato Efficienza energetica Assimpredil Ance; Piero Petrucco, vice presidente FIEC e vicepresidente Centro Studi ANCE; Fabio Stevanato, direttore Programma Italia European Climate Foundation; Marco Osnato, presidente Commissione Finanze; Patrizia Toia, vicepresidente ITRE commissione per l’industria, la ricerca e l’energia; Roberta Toffanin, consulente del Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica.

Le Giornate FAI di Primavera sono un esempio bello ed efficace di quanto può fare la società civile organizzata per il nostro Paese. Il patrimonio storico-culturale italiano, la natura, la bellezza sono tratti importanti della nostra identità e sono fondamentali anche per la coesione delle comunità e per la forza e attrattività di larga parte della nostra economia.

L’Italia può dare un contributo importante contro la crisi climatica in tanti settori in cui è già protagonista, a partire dall’economia circolare. Siamo il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti pari al 83,4% con una incidenza quasi il doppio rispetto alla media UE e ben superiore a tutti gli altri grandi paesi europei: risparmiamo così 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno e circa 63 milioni di tonnellate di CO₂ equivalenti.

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