Newsletter

«Quando si parla di transizione energetica, si pensa spesso, con paura, a ciò che si crede potrebbe sottrarre, non a ciò che aggiungerà. Il primo timore è per il lavoro, ma la transizione sarà un vero volano per l’occupazione. Si stimano circa 500mila nuovi posti». Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director Green and Technology Division di IEG (Italian Exhibition Group), realtà che firma Key - The Energy Transition Expo, alla fiera di Rimini dal 28 febbraio al primo marzo, non ha dubbi quando medita sul futuro della transizione energetica nel nostro Paese. «Porterà benefici sociali, ambientali, economici e occupazionali. Stanno nascendo nuove professionalità, sempre più richieste dal mercato. E altre ne serviranno per l’ammodernamento di impianti fotovoltaici ed eolici, l’analisi dei dati, la manutenzione delle strutture già esistenti, la certificazione e molto altro. Infatti, come Ieg abbiamo aperto una scuola per formare in chiave green i professionisti già inseriti nelle aziende». La transizione energetica si rivela, dunque, opportunità, per i singoli e, soprattutto per il Paese, anche in termini di export. Così, la manifestazione, alla sua seconda
edizione, punterà su agrivoltaico, idrogeno e hydrogen valleys, nonché mobilità elettrica, città sostenibile, energie rinnovabili, tra soluzioni e vantaggi, visione e tecnica. «Si tratta della prima manifestazione sulla transizione energetica rivolta al bacino del Mediterraneo e all’Africa - prosegue Astolfi - l’intento è mettere insieme imprese e istituzioni, insomma le parti coinvolte nella transizione energetica, dando una vetrina alle soluzioni per arrivare all’Europa carbon neutral: solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, mobilità, città sostenibile e, quest’anno, storage, ossia sistemi di stoccaggio di energia rinnovabile». Argomenti di forte interesse per il mercato. Sono sempre di più le imprese che stanno puntando sull’innovazione. Numerose le startup presenti all’evento. «Tante usano l’intelligenza artificiale, che ha effettivamente un potenziale enorme per favorire la transizione energetica. È una miniera di dati, anche ripetitivi: consentirà di fare più facilmente previsioni in materia di domanda elettrica. L’uso intelligente dei dati è uno dei temi cruciali e sono tante le realtà giovani che se ne stanno occupando». Bisogna, però, fare i conti ancora con la lentezza della burocrazia. «Nel giorno di apertura presenteremo all’interno del Key Energy Summit, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin e delle principali Associazioni di categoria, il rapporto Il governo del sistema, la chiave per la transizione. Una strategia coordinata per rinnovabili, storage e reti per decarbonizzare l’Italia. L’innovazione industriale corre più veloce della burocrazia autorizzativa, in particolare per i grandi impianti. C’è bisogno di snellire le procedure e velocizzare i tempi. È adesso che bisogna muoversi. Il nostro Paese, nel 2023, ha segnato un record in materia di rinnovabili, la produzione netta di elettricità è avvenuta, per il 43,8 per cento, da fonti green. Prima eravamo il fanalino di coda, ora siamo nella Top 3 delle nazioni europee con la maggiore nuova potenza fotovoltaica installata, con 4,8 GW. Abbiamo il know how e una forte ricerca: occorre semplificare il quadro normativo per far volare gli investimenti». Per lo sviluppo di settore ed economia la nuova frontiera è l’Africa, cui sarà dedicato il focus Scaling-Up a sustainable electrification in Africa, for Africa with Africa. Side Event RES4Africa – Towards G7 Energy, il 29 febbraio e il primo marzo, evento preparatorio al G7 di Torino. «L’Africa giocherà un ruolo predominante nella partita della transizione energetica. Sta crescendo dal punto di vista demografico e per concentrazione nelle grandi città, di conseguenza la domanda di elettricità sta triplicando. Ha molte risorse che possono diventare una ricchezza, si possono valorizzare con la tecnologia, creando posti di lavoro in loco. Serve, però, il know how, che può portare il nostro Paese. Guardiamo quindi al Piano Mattei e ai paesi dei quali l’Italia può essere un partner privilegiato». Una sfida. «In Africa gli effetti del cambiamento climatico sono devastanti. Bisogna usare le energie anche per mitigarli. Le rinnovabili possono creare benessere in tal senso». Nel programma, inoltre, il ForumTech di Italia Solare, il primo giorno della manifestazione, e, il 29, la presentazione di Filiere del futuro, secondo rapporto sulla geografia produttiva delle rinnovabili in Italia, in collaborazione con la fondazione Symbola. Sempre il 29 Le Regioni e la sfida della neutralità climatica a cura di Italy for Climate, con la presentazione della piattaforma CIRO, primo database sulle buone pratiche delle Regioni italiane, realizzata con Ispra. «Il fotovoltaico, insieme all’eolico, rappresenterà il 95 per cento della crescita mondiale delle rinnovabili. C’è stato un sensibile aumento di imprese dedicate e si guarda anche al fotovoltaico specchiato, nei mari. Si tratta di una delle fonti più importanti, come eolico ed eolico offshore, dove però si fa sentire, in modo particolare, il tema delle autorizzazioni. Abbiamo due grossi progetti davanti alla costa adriatica, a Ravenna e a Rimini, che sono in fase autorizzativa». Puntare sull’innovazione non significa, ovviamente, pensare solo alla tecnologia. Occorre fare cultura del settore, sollecitando la riflessione sulla transizione energetica
a più livelli. «Le fiere servono anche per mostrare concretamente soluzioni e vantaggi. La rapidità del cambiamento in atto risulta evidente. La presenza del 35 per cento di brand internazionali, inoltre, fa da misura dell’interesse che il Paese costituisce per operatori stranieri, in termini di investimento». Dalle grandi alle piccole realtà. «Tutti noi, ogni giorno, operiamo scelte, che, sommate, possono fare la differenza. Si va da come facciamo la spesa a come ci muoviamo in città, fino allo smart working. All’inizio, come ogni trasformazione, la transizione energetica comporterà qualche sacrificio per tutti, ma guardando avanti, si scoprono vantaggi più grandi. Tra incontri, talk e presentazioni di libri, pensiamo alla divulgazione anche a giovani e scuole.
Sono questi i pilastri sui quali costruire un cambiamento che, per sua natura, non può essere imposto».

SCARICA L’ARTICOLO IN PDF
Transizione energetica, un volano per economia e lavoro | Il Gazzettino

Devi accedere per poter salvare i contenuti