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L’Università di Napoli Federico II è il più antico ateneo pubblico del mondo e rappresenta da otto secoli il principale polo culturale e scientifico del Mezzogiorno. Tra i numerosi progetti in ambito medico, notevole spazio ricoprono quelli relativi alla robotica del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Chirurgia Robotica ICAROS. Il progetto MUSHA ha sviluppato uno strumento chirurgico con due gradi di mobilità in più rispetto a quelli già esistenti nel robot da Vinci – il più avanzato sistema di chirurgia robotica al mondo – capace di manipolare in sicurezza organi e tessuti, grazie alla presenza di sofisticati sensori per regolare la forza della presa. BARTOLO e PROSCAN, due progetti sulla biopsia prostatica robot-assistita, hanno realizzato un braccio robotico con una parte soft per intervenire sul paziente in modo sicuro e un sistema di intelligenza artificiale per il controllo, basato sulla fusione delle immagini di risonanza magnetica e sonda a ultrasuoni. Sul fronte della medicina nucleare, invece, l’ateneo è stato promotore del progetto Palme, insieme all’INFN, per la realizzazione di un modulo dimostratore per un acceleratore lineare di protonterapia, tecnica di radioterapia oncologica che utilizza il bombardamento di protoni, accelerati da un ciclotrone, in grado di colpire solamente la neoplasia, salvaguardando i tessuti circostanti. Progettato per una potenza di 2600 kilowatt, l’apparato è riuscito a sostenerne fino a 4000 per aumentare l’efficacia della terapia, ed è il primo al mondo ad accettare un ingresso di protoni di 30 megaelectron volt.

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