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di CRESME

Abbiamo visto che il motore degli incentivi per la riqualificazione energetica è essenziale se vogliamo rispettare l’obiettivo europeo di arrivare al 2050 con uno stock edilizio residenziale privo di emissioni climalteranti. Per raggiungere gli obiettivi intermedi fissati dal PNIEC 2023 e dalla nuova direttiva EPBD dovremo procedere ad un ritmo analogo a quello raggiunto nel 2022 e nel 2023 grazie al Super Ecobonus 110%. Si potrebbe ipotizzare un Super Ecobonus 80% ma lungo almeno 10 anni, che favorisca le tecnologie e gli interventi con miglior rapporto tra risparmio generato di combustibile fossile e costo di implementazione e che incentivi la scelta di soluzioni di indipendenza energetica, autoconsumo collettivo e capacità di fornire flessibilità alla rete elettrica. Intanto nel PNIEC 2023 si parla di riforma del quadro normativo che prevedrà: «diverse aliquote di detrazione, in funzione delle performance generali raggiunte dall’edificio, da ottenere attraverso interventi con vari livelli di priorità. La riforma dovrà avere una durata almeno decennale per rispondere agli sfidanti obiettivi previsti per il settore residenziale (…) e dovrà:

  • essere indirizzata prevalentemente alle prime case, alle abitazioni meno performanti, alle situazioni di povertà energetica e all’edilizia residenziale pubblica;
  • garantire costi massimi specifici omnicomprensivi sia per singoli interventi, sia per interventi di riqualificazione energetica profonda, di semplice verifica e univoci per l’intero territorio nazionale;
  • essere affiancata da strumenti finanziari di supporto (finanziamenti a tasso agevolato anche a copertura totale dei costi di investimento, cessione del credito con condizioni di favore per le persone in condizioni di povertà energetica)».

Inoltre bisognerebbe attuare delle azioni preliminari finalizzate alla riduzione e al monitoraggio dei consumi energetici del settore residenziale:

  • diffondere del materiale informativo sulle buone pratiche per il risparmio energetico e la salubrità dell’aria degli ambienti interni, come fanno in Spagna, Francia e Germania;
  • individuare gli edifici/unità immobiliari effettivamente (e non potenzialmente) più energivori dando incarico e formale autorizzazione (superando il problema della privacy) ad un Ente ad accedere alla lettura dei POD;

Continua a leggere il rapporto  "Il valore dell'abitare" | p.183

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