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Come cambierà il nostro stile di vita alla luce della pandemia? Come si modificherà il modo di abitare, di muoversi in città, di lavorare e rapportarsi con l'ambiente? Sono queste alcune delle domande al centro dell'evento L'Italia che verrà, Comunità, territori e innovazioni contro paure e solitudini di Fondazione Symbola, al via da oggi ai 25 luglio. Cinque giorni, 200 relatori, 32 partner sono i numeri dei Festival Soft Economy (21-22 luglio) e del Seminario Estivo (23-25 luglio), alla XVIII edizione, che quest'anno si svolgeranno online (sui canali social e su www.symbota.net) e non nella tradizionale cornice di Treia (Mc). Al centro della riflessione la sfida della ricostruzione dell'Italia centrale colpita dal sisma del 2016-17; la ripresa tra crisi climatica e post- Covid; l'eredità dei progetto Ape - Appennino Parco d'Europa, a 25 anni dal lancio; l'importanza di borghi e territori che con la pandemia sono tornati ad aver un ruolo centrale e non più marginale. E ancora, l'invito lanciato a Pentecoste da papa Francesco a vivere la pandemia come occasione per cambiare in meglio, uniti e solidali («Peggio c'è solo il dramma di sprecarla»); e un focus sullo studio condotto da Nando Pagnoncelli sul ruolo della coesione sociale nelle province di Brescia e Bergamo, tra le più industrializzate d'Europa, determinanti nella tenuta alla crisi. ritratto di un territorio che nutre fiducia nella solidarietà, nei sindaci, nelle associazioni e nelle Imprese. Obiettivo? «Costruire un'economia più a misura d'uomo, che possa affrontare con coraggio la crisi climatica grazie a una nuova alleanza tra mondo economico, cultura, istituzioni, società e politica», dicono gli organizzatori. Temi in continuità con i contenuti del Manifesto di Assisi del 24 gennaio scorso, promosso da Symbola e dai francescani del Sacro Convento. «Un'attenzione sarà dedicata alla ripresa nel segno della transizione ecologica, sociale e digitale lanciata dall'Europa, e dalla prova alla quale è chiamata l'Italia per dimostrare di saper utilizzare al meglio le risorse comunitarie e i fondi strutturali» O Paese deve essere «protagonista di questo cambiamento grazie al suo soft power, fatto di sostenibilità, bellezza, innovazioni, creatività a patto di saper cogliere la crisi come occasione per cambiare in meglio e insieme, perché "nessuno si salva solo"», spiega Fabio Renzi, segretario generala di Symbola.

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Ecco l'Italia che verrà: forti se uniti dopo la paura - Silvia Morosi | Buone Notizie - Corriere della Sera

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