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Transizione, avanti tutta Symbola: «Si velocizzino le trasformazioni In gioco ci sono clima, salute e le nostre vite» Alessandro Formichel la ccelerare la transizione verde in tutti i suoi aspetti, o sarà troppo tardi per riuscire ad affrontare cambiamenti climatici e inquinamento. È l'imperativo categorico che arriva già nella prefazione di "Greenitaly 2023", report sull'ambiente e su tutti i settori sociali e produttivi del nostro paese, redatto dalla Fondazione Symbola, di cui è presidente Ermete Realacci (autore dell'editoriale di copertina dell'inserto). «Un'economia a misura d'uomo contro le crisi» è il titolo del corposo documento che analizza lo stato delle cose sul fronte dell'inquinamento in Italia, delle cause e concause ad esso collegate, e delle possibili vie di uscita prima che sia impossibile muoversi con efficacia contro un destino che sembra profilarsi all'orizzonte in modo sempre più realistico. Non c'è niente da fare, sembra dire il report, dobbiamo velocizzare le trasformazioni in corso per arrivare a un' economia green che sia la meno impattante sullavita delle persone. In gioco ci sono il clima, la nostra vita quotidiana, la salute e l'economia. Già, l'economia. È proprio qui che "GreenItaly2023" mette in luce le problematiche che ancora oggi insistono sui processi produttivi inquinanti e, viceversa, gli esempi di settori e industrie manifatturiere che stanno percorrendo la strad a d ell a trasform azione verde. Tessile, abbigliamento, moda rappresentano una grossa fetta del comp arto produttivo sul quale è necessario intervenire in modo incisivo per renderlo il meno inquinante possibile. E questa, è una delle economie produttive im p ortan ti per la To scan a; basti pensare al distretto tessile pratese e a quello conciario e della pelle sull'Arn o, d alla provincia di Firenze a quella pisana. Nel distretto tessile, i dieci milioni di euro arrivati con il precedente governo Draghi per le aziende del settore, sono tutti rivolti a progetti di innovazione tecnologica e di filiera che siano in grad o tracciare la sostenibilità ambientale dall'inizio alla fine della produzione fino al cliente finale. Ma, secondo la Fondazione Symbola, restano ancora dei "buchi neri" da colmare; primo fra tutti il problema che la Commissione europea non sia entrata in modo convinto sul tema del riciclo e del riuso delle fibre tessili. La strategia per il recupero delle fibre tessili, scrive sempre "Greenitaly", rischia di rimanere una dichiarazione di principi ancora lontana da una concreta implementazio ne. «L'Action plan sul tessile promette di garantire entro il 2030 prodotti riciclabili e duraturi realizzati il più possibile con fibre riciclate, privi di sostanze pericolose e rispettando i diritti sociali e l'ambiente», è quanto promette l'I Jnion e europea, ma con la difficoltà di trovare unanime accordo fra tutti i paesi europei. Il settore tessile, in Italia, è comunque pieno di fattori innovativi. Si vedail progetto Su stainable Technologies che da12011 si occupa prevalentemente di certificare la vita delle macchine che si usano nella produzione tessile, passando da enti certificatori che registrano la durata, le modalità di lavoro e il riciclo delle parti meccaniche che ne allun gano lavita. Tessile e moda sono considerati il settore "faro" per comprendere davvero se la transizione ecologica sta andando avanti in modo spedito e se stia procedendo a singhiozzo. La fase pandemica non ha aiutato molto, anche se il tema della sostenibilità sta riprendendo oggi l'attenzione che gli è dovuta. Sul piano dell' economia circolare, perno attorno al quale dovrà girare tutta la sostenibilità produttiva e ambientale, il tessile gioca un ruolo primario. Ma anche qui, nonostante validi e importanti progetti, c'è ancora molto da fare. Da rendere omogenee le azioni intraprese e da unire il complesso e articolato meccanismo sia delle filiere produttive sia delle piccole e grandi aziende che fanno tessile e moda. In tema di riciclo, riuso e economia circolare a Prato, area votata al riciclo tessile da decenni, sono attivi due consorzi locali, Corertex e Cobat, mentre convocazione più nazionale è s [ala avviata la costituzione di Retex Green, coordinato da Sistema Moda Italia e dalla Fondazione del Tessile Italiano di Milano. Qui, tutto è basato per procedere sulla linea del riciclo delle fibre e del riuso d egli scarti tessili, allungando la vita dei prodotti che poi si vanno a ricreare anche per due o tre volte. La questione del Arido delle fibre e del riuso degli scarti h a dimensioni enormi ; si ritiene che ogni anno nella Unione europea vengano prodotti circa 5, 8 milioni di tonnellate di prodotti tessili, ossia circa 11 kg a persona. Altrettanto pesante è la situazione per quanto riguarda i rifiuti pre-consumo: nelle fabbriche produttrici, una cifra tra il 25% e il 40% di tutti i tessuti utilizzati diventano cascami o rifiuti, in genere solo in minima misurariportati a fibratessile mediante processi di ridirlo. Circa il 20% dello scarto tessile è trasformato in materiali di valore inferiore mentre il resto va perduto. La grande sfida del presente-futuro è tutta qui: riuscire ad elevare i numeri dell'economia circolare, del riciclo e del riuso dei materiali di produzione abbattendo gli elementi inquinanti, i processi di abbassamento dei diritti sociali e ambientali e cercando di attutire i cambiamenti climatici che sembrano procedere a ritmo sempre più incalzante.La consapevolezza di tutti, qui, giocherà un ruolo fondamentale; sia nei produttori di beni sia nei consumatori. L'opera della Venere degli stracci di Pistoletto è il simbolo del rapporto tra il pianeta e la nostra umanità iperconsumista.

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Economia -Transizione, avanti tutta - Alessandro Formichella | Il Tirreno

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