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(askanews) - Le imprese coesive crescono a confronto con gli anni passati: la quota 2022 è pari al 43%, superiore a quella del 2020 (37%, anno certamente "anomalo" condizionato pesantemente dalla esplosione della pandemia) e a quella del 2018 (32%). La coesione cresce non solo come quota di imprese convolte e di consistenza delle stesse (+12,6%), ma anche per il numero di relazioni medie delle imprese, anch'esso in aumento. Crescono le imprese coesive, ma non si riduce affatto la loro peculiare capacità di ottenere risultati migliori rispetto alle altre imprese. Ciò vale per le dinamiche di fatturato (per il 2023 il 55,3% delle imprese coesive stima un aumento di fatturato rispetto al 2022, contro il 42,3% delle altre imprese), per l'occupazione (34,1% contro 24,8%) e per le esportazioni (42,7% contro 32,5%). E questi andamenti distintivi si confermerebbero anche per il 2024. Si conferma la propensione al green delle imprese coesive, tra le quali quasi due su tre (il 62,1%) hanno investito/investiranno in sostenibilità ambientale (contro il 33,2% delle altre imprese): peraltro, il 16,9% delle imprese coesive (altre imprese: 8,8%) han messo in campo attività di rendicontazione di sostenibilità (bilancio sociale, di sostenibilità, rating ESG, ecc.). E' quanto emerge dal report "Coesione è competizione" di Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo e Unioncamere in collaborazione con Aiccon, Ipsos e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne.

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Imprese, le coesive esportano di più e fanno più ecoinvestimenti | Askanews

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