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La grande area metropolitana di Milano è al primo posto nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte, con il 9,5 e il 9,9%. Realacci (Symbola): "L’Italia deve essere protagonista del nuovo ‘Bauhaus’". Fosti (Fondazione Cariplo): "La Cultura si conferma sempre di più come una dimensione cruciale per ridurre le crescenti distanze all’interno delle comunità"

Più di 23 miliardi di euro e 343 mila addetti collocano la Lombardia ai vertici del panorama culturale italiano. E’ quanto emerge dal rapporto “Io sono Cultura” realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, insieme a Fondazione Cariplo, Regione Marche, Istituto per il Credito Sportivo. Il report è stato presentato a Casa Fornasetti a Milano, con un focus sui dati della Lombardia, dal direttore della Fondazione Symbola, Domenico Sturabotti. Ne hanno discusso il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci; Claudia Sorlini, vicepresidente di Fondazione Cariplo; Alberto Cavalli, Fondazione Cologni dei Mestieri d’arte di Milano; Maria Porro, presidente Assaredo e presidente Salone del Mobile; Antonio Calabrò, presidente Forum Fondazione Symbola e presidente Museimpresa; Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura Comune di Milano; Stefano Bruno Galli, Assessore alla Cultura Regione Lombardia; Nicola Ricciardi, direttore artistico miart. Ha moderato i lavori Nicoletta Polla-Mattiot, direttrice di How to Spendi it Italia.

La grande area metropolitana di Milano – si legge nel report – è al primo posto nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte, con il 9,5 e il 9,9%. Tra le province lombarde, spiccano i risultati di Monza-Brianza, tredicesima per valore aggiunto (+5,6%) e nona per occupazione (+6,4%); Como ventesima per valore aggiunto (+5,2%) e diciassettesima per occupazione (+6%); Lodi trentaduesima per valore aggiunto (+4,8%) e ventiseiesima per occupazione (+5,7%); Bergamo trentaquattresima per valore aggiunto (4,8%) e ventottesima per occupazione (5,6%); Lecco quarantaduesima per valore aggiunto (+4,5%) e trentanovesima per occupazione (+5,2%); Mantova quarantatreesima per valore aggiunto (+4,5%) e ventisettesima per occupazione (+5,7%); Varese quarantaquattresima per valore aggiunto (+4,4%) e trentacinquesima per occupazione (+5,3%); Brescia quarantasettesima per valore aggiunto (+4,3%) e quarantanovesima per occupazione (+4,9%); Cremona sessantesima per valore aggiunto (+3,9%) e cinquantacinquesima per occupazione (+4,6%); Pavia sessantatreesima per valore aggiunto (+3,9%) e cinquantottesima per occupazione (+4,6%); Sondrio ottantaquattresima per valore aggiunto (+3,4%) e ottantatreesima per occupazione (+3,9%). I dati della Lombardia del rapporto su moda, design, nuove tecnologie e realtà virtuale indicano un percorso chiaro per il nostro Paese: crescita, benessere e cultura devono essere ricompresi in un unico paradigma di sviluppo di cui possiamo divenire il modello nel mondo.

La cultura ha pagato più di altri settori la crisi ma conferma il suo ruolo economico centrale. L’Italia deve essere protagonista – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – del nuovo ‘Bauhaus’, fortemente voluto dalla Commissione Europea che nasce per rinsaldare i legami tra il mondo della cultura e della creatività e i mondi della produzione, della scienza e della tecnologia orientandoli alla transizione ecologica indicata dal Next Generation EU. Cultura, creatività e bellezza e coesione sono la chiave di volta di molti settori produttivi di un’Italia che fa l’Italia e consolidano la missione del nostro Paese orientata alla qualità e all’innovazione: un soft power che attraversa prodotti e territori e rappresenta un prezioso biglietto da visita. Un’infrastruttura necessaria per affrontare le sfide che abbiamo davanti. Milano e la Lombardia confermano la loro centralità in questo percorso verso un’economia più a misura d’uomo e per questo più capace di futuro”.

“All’interno dello scenario di grande frammentazione in cui ci troviamo, la Cultura si conferma sempre di più come una dimensione cruciale per ridurre le crescenti distanze all’interno delle comunità. – dichiara Giovanni Fosti, presidente Fondazione Cariplo – La presenza di un sistema culturale diffuso infatti ha la capacità di creare valore economico e occupazionale ma anche spazi di elaborazione di significato e di crescita personale, che rafforzano le comunità e la coesione sociale. Nei suoi 30 anni di attività Fondazione Cariplo non ha mai smesso di investire in cultura: lavorare insieme a tutti i soggetti coinvolti per rafforzare il sistema e moltiplicare le occasioni di accesso alla cultura, cercando attivamente di raggiungere chi è più ai margini, continuerà ad essere per noi una priorità per costruire futuro”.

Agenzia di Stampa AGCULT

 

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