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Con il via libera definitivo delle istituzioni europee alla cosiddetta «direttiva Case Green», l’Italia si ritrova a dover mettere a punto un piano straordinario per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico degli edifici. Ma c’è anche un altro lato della direttiva, altrettanto importante ma meno raccontato, attraverso cui i Paesi Ue dovranno raggiungere gli obiettivi fissati da Bruxelles. Si tratta di tutti quegli articoli del provvedimento relativi non alla riqualificazione degli edifici già esistenti, ma alla costruzione di quelli nuovi. Il provvedimento prevede infatti che a partire dal 2030 tutti i nuovi edifici debbano essere «a emissioni zero». Per gli immobili pubblici l’obbligo scatterà due anni prima, ossia a partire dal 2028. La sigla tecnica di riferimento è NZEB, un acronimo che sta per Nearly Zero Energy Buildings, ossia edifici ad altissima prestazione energetica in cui il fabbisogno di energia è molto basso o addirittura nullo.

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Pompe di calore, pannelli solari, legno: come sono le nuove «case green» obbligatorie in Ue dal 2030 | Open

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