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“Qui si fanno i matrimoni tra i robot e le galline”: così Giorgio Bocca definiva la sede originaria di Prima Industrie, un capannone nelle campagne torinesi.
Un’immagine ironica per descrivere qualcosa di pionieristico, non solo per l’Italia.

È il 1977 e un gruppo di tecnici fuoriusciti dalla DEA, azienda meccatronica, fonda una nuova società per la progettazione di macchine conto terzi che oggi conta 1700 dipendenti e 400 milioni di fatturato annuo. Il segreto dell’azienda di Collegno (TO) si chiama robot laser, una macchina automatica a laser in grado di tagliare i materiali più diversi.

Dopo i primi anni l’azienda decide infatti di puntare su questa tecnologia producendo la prima macchina tridimensionale laser per taglio, diventando la terza al mondo in questo settore.

Se all’inizio ci si concentra maggiormente sulla plastica per l’automotive, successivamente arriva la lamiera e il grande successo di robot che hanno fatto la storia dell’automazione.

Prima Industrie, dal 1999 quotata in Borsa, oggi produce macchinari laser (con la Divisione Prima Power), elettronica (con Prima Electro), manifattura additiva (con Prima Additive), ultima arrivata nel 2018.

I suoi robot, che oggi arrivano a 25 assi, tagliano, piegano e forano raccogliendo dati che in tempo reale restituiscono informazioni utili a migliorare l’efficienza e la manutenzione, in ottica di industria 4.0.

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