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Se l’eolico, il geotermico e il fotovoltaico sono realtà da anni, una delle sfide del futuro, per quanto riguarda le fonti rinnovabili, sarà quella di riuscire a sfruttare l’energia prodotta dal mare. Le correnti e il moto ondoso, infatti, rilasciano una forza cinetica che, se sfruttata, accelererebbe enormemente il processo di transizione energetica. Seabreath, start-up di Parma fondata nel 2018, ha sviluppato una tecnologia per lo sfruttamento del moto ondoso che, rispetto alla concorrenza, raddoppia l’efficienza e riduce drasticamente l’impatto ambientale. Il sistema brevettato si presenta come un molo galleggiante modulabile, posto vicino alla riva, costruito con container e materiali riciclati e dotato di una serie di camere d’aria sopra la linea di galleggiamento. All’arrivo dell’onda, l’acqua sale negli scompartimenti e il flusso d’aria generato viene incanalato nella condotta della turbina, mentre quando l’onda passa e il livello d’acqua scende, l’aria è aspirata dalla condotta di scarico. Si viene a creare quindi un flusso d’aria continuo e unidirezionale che permette alla turbina di sfruttare costantemente il moto ondoso e la colonna d’acqua oscillante (OWC). A differenza degli altri sistemi simili, quello di Seabreath emette un rumore molto ridotto, simile al soffio del mare da cui prende il nome. Infine, il molo galleggiante funge da frangiflutti e limita l’erosione costiera, mentre le cavità costituite dalle camere d’aria sono progettate per ospitare pesci e crostacei, favorendo il ripopolamento ittico.

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