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di Luca Corsolini   

Tinteggiato purtroppo di nero alla vigilia per la morte di Scarponi, il Giro d’Italia, la corsa rosa nazionale, primo esempio di sinergie aziendali tra la Rcs di Cairo e Cairo Editore, con un numero spettacolare di Bell’Italia, si colora di verde per il secondo anno.

È una svolta quasi inevitabile in tempi in cui si parla di recycling society: chi meglio del ciclismo, declinato oltre tutto fin sulla porta di casa della gente, può insegnare il… ciclo di un prodotto e il suo opportuno riciclo? L’anno scorso il progetto ‘Ride Green’ che ha come obiettivo la sostenibilità piena dell’evento - grazie anche a una analisi dell’impatto ambientale di tutte le tappe realizzata con il Wwf, con un focus sul littering, la mala-pratica di gettare oggetti dappertutto - ha raccolto 6771 kg di organico, 34789 di carta, 3964 di plastica e metalli, 2114 di vetro, 9093 di secco residuo. Il risultato più bello: l’84 per cento di questo materiale è stato riciclato.

Con Rcs, una vera nazionale di aziende impegnate nell’economia verde: da Mater Bi a Winwaste.net, da Erica a Eurosintex, da 100% Campania a Corepla, dal Ministero dell’Ambiente a quel tam tam identitario e propositivo che è Ricicla.it anche attraverso www.riciclanews.it. Ciliegina sulla torta la partecipazione di Imq che opera anche nello sport dal 2012 per fornire valutazioni di conformità ad ogni evento.

Lo sport non è tanto verde quanto potrebbe essere. È dei giorni scorsi la lamentela pubblica del quartiere di Milano che ha ospitato partenza e arrivo della Maratona: il parco invece che esaltato, è stato offeso nella sua bellezza da una manifestazione che ha pure il merito di aver raccolto centinaia di migliaia di euro da dare in beneficenza. E il paradosso è proprio questo. Pur muovendosi in aree limitate e precise, tranne che in alcuni casi - e il ciclismo è uno di questi, con l’impegno assunto dagli organizzatori delle Gran Fondo di squalificare i partecipanti che lasciano rifiuti per la strade, e si tratta di strade che attraversano anche patrimoni dell’Umanità riconosciuti dall’Unesco - lo sport non è troppo attento alla sua impronta ecologica.

Da una parte i colossi dell’abbigliamento sportivo come Nike e adidas che realizzano divise complete utilizzando materiale riciclate, bottiglie in pet in primis, dall’altra eventi, e basta una partita, che producono una montagna di carta: pubblicazioni di ogni tipo, la carta igienica lanciata in aria in segno di festa da parte dei tifosi, i consumi al bar…

Perché il Coni non bussa alla porta di Imq, o anche viceversa, per dare il buon esempio da letterale padrone di casa dello sport italiano visto che gestisce direttamente il più grande impianto nazionale come il Foro Italico? La sintesi potrebbe essere il coinvolgimento di Livia Giuggioli, proprio la moglie di Colin Firth, contattata a suon tempo per le Olimpiadi di Londra. Lei ha un progetto, ‘Green carpet’, che impegna attrici e attori che devono esibirsi sulle passerelle di premi e festival a indossare vestisti che siano realizzati secondo il manifesto di Eco Age in materiali riciclati. Un Green carpet steso non solo negli impianti sportivi ma anche in centro città per rendere omaggio alle medaglie d’oro e ai vincitori di campionati vari sarebbe un gran bel messaggio oltre che un abbraccio con un pubblico più largo per gli stessi sportivi impegnati a esprimere il proprio impegno verde. Magari Filmmaster, la società italiana che ha curato tutte le cerimonie, comprese quelle al Villaggio Olimpico, a Rio, ci può fare un pensierino per i prossimi Giochi.

E ancora, se visitaste uno stadio qualunque durante uno dei giorni feriali trovereste in campo che fa …le lampade per essere in forma nel fine settimana. Non c’è più l’erba di una volta, e infatti in molti adesso puntano sul sintetico, ma il suggerimento non riguarda i campi quanto piuttosto i vicini parcheggi che sono utilizzati solo per la partite o i concerti. Possibile che non possano diventare dei siti dove si produce energia con le ultime tecnologie fotovoltaiche che, evidentemente, possono essere anche mobili.

Qualcosa sotto il cielo largo della responsabilità, comunque si muove. Non solo verde: la nuova proprietà cinese del Milan nel confermare Barbara Berlusconi alla presidenza di Fondazione Milan ha evidentemente dimostrato di credere in un rapporto altro e magari alto con la comunità rossonera. E di tante iniziative anche intermittenti assunte dalla dirigenza Usa della Roma quella denominata ‘Roma Cares’ è sempre stata la più continua. Poi l’esempio della Serie B che ha un suo dipartimento dedicato che si chiama BSolidale (www.bsolidale.it). Invece che confondere il pubblico ogni domenica con un messaggio diverso, come succede all’ingresso delle squadre in serie A, anche per mancaanza di fantasia di chi lavora nel non profit, basterebbe chiedere a una azienda specializzata come Aragorn, concentra la sua attenzione su 5 cinque progetti a stagione (e ormai ha già aiutato 30 non profit) impegnando tutte le sue squadre, e i relativi territori, come testimonial di iniziative che quest’anno vanno persino oltre la serie B per regalare un campo di calcio a Lampedusa.

Torniamo al cicilismo, in realtà per dire che ne parleremo ancora. In chiusura andiamo a Opera, in provincia di Milano, dove ha sede Eso, una azienda del settore che, impegnata dal claim ‘recycle your shoes, repave your way’, ha dedicato lo spin off Esosport a realizzare dal 2015 La Pista di Mennea, intitolata proprio al Pietro velocista e oro olimpico, un progetto che non è singolare e anzi ha molte declinazioni, quante se ne possono realizzare raccogliendo le scarpe da running e da ginnastica ormai esauste dappertutto.

Luca Corsolini - Symbola

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