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Chi è più green sopravvive meglio quando le difficoltà crescono. La prova viene dalla pandemia che ha travolto l’economia mondiale. Secondo un’indagine svolta nell’ottobre 2020 da Symbola e Unioncamere su 1.000 imprese manifatturiere italiane, il 16% delle aziende che hanno effettuato investimenti per la sostenibilità è riuscito ad aumentare il proprio fatturato, contro il 9% di quelle non green. E anche quando la crisi ha lasciato il segno il gruppo che ha scommesso sulla sostenibilità se l’è cavata meglio: la quota di imprese il cui fatturato è sceso nel 2020 di oltre il 15% è dell’8,2% tra le aziende che investono sull’ambiente, quasi il doppio (14,5%) tra le altre.

L’indagine dimostra che il vantaggio competitivo delle imprese eco-investitrici si conferma anche in termini occupazionali (assume il 9% delle green contro il 7% delle altre) e di export (aumenta del 16% contro il 12%). Questo anche perché le aziende eco-investitrici innovano di più (73% contro 46%), investono maggiormente in ricerca e sviluppo (33% contro 12%) e utilizzano in misura più ampia tecnologie 4.0 (25% contro 14%).

Nel complesso, documenta il rapporto GreenItaly di Symbola e Unioncamere, sono 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito negli ultimi 5 anni (2015-2019) in prodotti e tecnologie green. In pratica quasi una su tre: il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola. Valore in crescita rispetto al quinquennio precedente, quando erano state 345 mila (il 24% del totale). Nonostante l’incertezza del quadro futuro, molte imprese dimostrano di credere nella sostenibilità ambientale: quasi un quarto del totale (24%) conferma eco-investimenti per il periodo 2021-2023.

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Le imprese green resistono meglio alla pandemia - Luca Malatesta | Huffington Post

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