Le ipotesi teoriche illustrate nel capitolo precedente trovano riscontro nei dati. Nell'ultimo quinquennio la capacità relazionale delle imprese cresce su tutti i fronti. I lavoratori restano l'interlocutore principale, ma con un peso ridimensionato rispetto al 2020, quando la fase pandemica aveva reso il rapporto con i dipendenti il fulcro quasi esclusivo della gestione aziendale. Con il ritorno alla normalità, l'orizzonte relazionale si è allargato: crescono le connessioni con altre imprese, associazioni di categoria, istituzioni, banche e terzo settore. Un'evoluzione che non è solo quantitativa, più relazioni, più soggetti, ma segnala un cambiamento di strategia: le imprese cercano reti per competere e per diventare più sostenibili, non solo per resistere.

Fonte: Unioncamere - Centro Studi Tagliacarne, Fondazione Symbola, 2026
Tra il 2020 e il 2025, pertanto, la relazionalità delle imprese si è rafforzata soprattutto lungo le direttrici esterne all’organizzazione. La crescita più intensa riguarda le collaborazioni con gli enti non-profit, le banche, i clienti e, a seguire, le associazioni di categoria. Meno marcata, ma comunque positiva è la crescita delle relazioni con le imprese e le istituzioni così come con il mondo della scuola e dell’università.









