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Ciò che caratterizza la mano umana è la presenza del pollice opponibile e di numerosi meccanismi senso-motori che permettono di realizzare tipi di presa e movimenti unici in natura.

Prensilia studia questi meccanismi per realizzare mani robotiche per protesica e industria in grado di replicare quanto più fedelmente le capacità umane. A un decennio dalla sua fondazione come spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il team con base a Pontedera (PI) ha festeggiato presentando al mondo Mia, la mano (o, più precisamente, l’end effector) elettrica antropomorfa che, oltre ad essere funzionale, è anche bella, tanto da meritare nel 2019 il Red Dot Design Award.

Mia, già impiantata in modalità sperimentale in Svezia, presenta tre motori – per il pollice, per l’indice e per le altre tre dita – inseriti nel palmo, che consentono di realizzare diverse prese di forza e di precisione.
I sensori inseriti nelle dita regolano la forza rendendo naturale il gesto e restituendo all’utilizzatore la sensazione tattile.

La mano, frutto del progetto europeo DeTOP per lo sviluppo di tecnologie protesiche di nuova generazione, non è la prima realizzata dall’azienda. Premiata già nel 2009 dalla Regione Toscana per un progetto di protesi trans-radiale, nel 2011 ha lanciato IH2 Azzurra, prima mano antropomorfa a 5 assi con sistemi integrati nel palmo sul mercato e ancora oggi la più economica.

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