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Se anche Xi Jinping, nella sua ultima relazione al congresso del Partito Comunista Cinese, ha usato per 89 volte le parole "clima" e "ambiente, surclassando termini come "socialismo" e "comunismo", vuol dire che non solo l'emergenza climatica è un problema maledettamente serio ma che in ballo non ci sono solo scenari di devastazioni ma enormi prospettive di investimenti infrastrutturali e tecnologici, e se di competizione economica si tratta, chi arriva primo batte gli altri.

Ecco la sfida globale, culturale e industriale che spetta all'Italia e che conviene in particolare al Sud, che farebbe bene a crederci e a preparare una reazione di sistema ripartendo dal Green New Deal Europa. Ha colto il punto il nuovo ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, nella sua prima intervista rilasciata al Mattino. Il Sud, ha argomentato, non è una causa persa e non è destinato a rimanere fuori dal processo di modernizzazione dell'Italia. Mai come oggi è il Mezzogiorno che può scommettere e cogliere la vera grande opportunità degli investimenti verdi europei, soprattutto se saranno scorporati dal calcolo del deficit strutturale, come ha annunciato da Helsinki il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Ma sono gli osservatori più attenti a candidare il Mezzogiono come uno dei motori delle politiche green italiane ed europee, "area privilegiata per la green economy" come la definisce l'ultimo Rapporto Greenitalydi Fondazione Symbola e UnionCamere, ambiente ideale per la strategia della nuova leader della Commissione di Bruxelles, Ursula von der Leyen.

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Rivoluzione green un'occasione per il sud - Erasmo D'Angelis | Il Mattino

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