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di CRESME

A prezzi costanti (euro 2015), come si vede dal grafico 3.4., negli anni ’80 si spendeva in riqualificazione residenziale una media annua di 32 miliardi di euro; negli anni ’90, 35 miliardi; negli anni 2000 l’ammontare annuo saliva a 45 miliardi di euro; negli anni ’10 la riqualificazione cresceva a 48 miliardi. Poi, sempre a prezzi 2015, 66 miliardi nel 2021, 87 miliardi nel 2022 e (la stima di) 77 miliardi nel 2023. Quindi, un salto di scala si era già verificato nel primo decennio del 2000 con un +28% sul decennio precedente, ma il 2021 segna un +38% e il 2022 un +83% sulla media annua degli anni ’10. Inoltre, nei dieci anni fra il 2001 e il 2010, gli incentivi fiscali erano decollati da poco e i lavori connessi raggiungevano il 18% del complesso dell’attività di riqualificazione. Nel decennio 2011-2020 gli incentivi hanno invece veicolato il 46% degli interventi (senza super aliquota, sconti in fattura e cessioni del credito d’imposta). Nel 2022, il 74% è promosso nell’ambito degli incentivi. Nel 2023 il 69%.

Ora, nelle svariate Relazioni Tecniche che hanno accompagnato i provvedimenti di agevolazione nel corso degli anni, al momento di effettuare una stima sull’impatto delle misure, ricorre sempre questa frase “considerando che il 50% dell’attività sarebbe stata realizzata anche in assenza di incentivi”, sottintendendo nel medesimo arco temporale. Per ultimo, tale concetto è stato ribadito dal Direttore Generale del Ministero Economia nell’apposita Commissione, per cui non è ascrivibile ad una pigrizia dei copia/incolla fra Relazioni Tecniche.

Insomma, secondo questa concezione, in assenza di 110% e, soprattutto, di cessione del credito d’imposta, avremmo comunque avuto una domanda pari alla metà di quanto effettivamente avvenuto. Ad esempio: nel 2022, sono stati fatti con il Superbonus interventi di efficienza energetica e di adeguamento antisismico per un complessivo importo di ca. 63,6 miliardi. Se non ci fosse stata l’aliquota del 110% e la possibilità di cedere il diritto alla detrazione, circa 32 miliardi sarebbero stati fatti lo stesso con risorse esclusivamente private. La domanda che sorge spontanea è: “E perché non sono mai stati fatti, prima della norma?”.

Continua a leggere il rapporto  "Il valore dell'abitare" | p.53

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