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“Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre,
ma avere nuovi occhi”.
Marcel Proust

Trenta anni fa l’Italia veniva sconvolta da un grande scandalo del settore agroalimentare, quello del metanolo. Uno scandalo favorito dalla scelta di puntare su quantità e basso prezzo, scelta che ha aperto la strada all’adulterazione.

Nel marzo 1986 alcune morti per intossicazione sono causate dalla pratica di ‘dopare’ il vino, appunto, col metanolo: un alcool naturale che, aumentato dolosamente, provoca danni permanenti, portando anche alla morte. Sulla tragedia umana – saranno 23 le vittime e decine le persone con lesioni gravi – si innesta il dramma economico: l’immagine dell’Italia e dei suoi vini drammaticamente compromessa, un intero settore produttivo in ginocchio.

Quello che è accaduto dopo nel vino italiano rappresenta una straordinaria metafora del passaggio, ancora in corso, non solo nel vino ma in tutto il nostro sistema produttivo, da un’economia basata sulla quantità ad un’economia che punta invece su qualità e valore. Una metafora della missione dell’Italia.

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